La terra d'ombra by Ron Rash

La terra d'ombra by Ron Rash

autore:Ron Rash [Rash, Ron]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: letteratura nord americana, Prima guerra mondiale, pregiudizi, razzismo, streghe
ISBN: 9788883734304
editore: La nuova frontiera
pubblicato: 2022-09-12T22:00:00+00:00


capitolo dodici

Hank era uscito domenica mattina sul presto per andare dai Weatherbee. Potrei non tornare prima che faccia buio, aveva detto a Laurel, facendole capire che, come il venerdì sera, lei e Walter sarebbero rimasti soli per un bel po’. Uscito Hank, Walter era venuto nella sua stanza. Laurel non si era rimessa la camicia da notte, dopo. Si era invece rannicchiata addosso a lui, con la schiena contro il suo petto, le ginocchia raccolte e il braccio di lui sul fianco. La trapunta li copriva soltanto fino alla vita e Laurel l’aveva lasciata così, il corpo di Walter offriva un calore più rilassante.

Fuori cominciò a piovere, all’inizio poche gocce, un tamburellare lento sul tetto di lamiera, simile al suono del giorno prima, quando Hank e Walter avevano sbarrato le finestre con le assi. Sentiva con piacere i colpi costanti del martello, perché erano un segno della presenza di Walter. Era così diverso dall’autunno precedente, con suo padre morto da poco e Hank ancora in Europa. Ogni pomeriggio il buio totale calava un po’ prima, facendo somigliare la valle a una mano che si chiudeva lentamente. La cosa peggiore erano i giorni di pioggia infinita, la stalla e il capanno che si dissolvevano nel grigiore insieme al bosco. La pioggia rendeva silenzioso ogni altro suono, per cui non c’era neanche il richiamo di un cardinale o lo squittio di uno scoiattolo a ricordarle che era ancora al mondo. Slidell aveva scavato la fossa e dopo aveva ricordato a Laurel di coprire il solo specchio che c’era in casa con un panno nero, come avevano fatto quando era morta sua madre. Anche dopo che era passato abbastanza tempo da poter levare il panno, Laurel lo aveva lasciato al suo posto, incapace di scacciare la paura di guardarsi allo specchio e non scorgervi alcun riflesso. Una mattina, non molto dopo il funerale, Slidell era venuto a chiudere le finestre con le assi. Si era sentita come se l’avessero sbarrata per sempre dentro quella baracca di legno.

Il respiro regolare di Walter le scaldò il collo e lei ripensò al sogno fatto quella mattina sul presto e in cui sentiva pronunciare il suo nome. La voce era così reale che Laurel aveva aperto gli occhi e si era avvolta nella trapunta prima di controllare se ci fosse qualcuno fuori. Si era riaddormentata e aveva sognato di insegnare a Walter a pronunciare una sola parola, il suo nome.

Quando si risvegliò di nuovo la pioggia era cessata. Walter era in piedi e vestito. Per decoro, nel caso in cui Hank fosse tornato presto. Tra non molto Hank sarebbe andato a vivere con Carolyn e Walter avrebbe potuto condividere il letto con lei in qualsiasi momento. Il pensiero le piacque, ma fu un piacere che durò il tempo di ricordarsi il perché di quella prospettiva e il fatto che quasi tutti, incluso Slidell, si rendeva conto adesso, fossero venuti a conoscenza dei piani di Hank prima di lei. A quel punto lei e Walter potevano anche fidanzarsi. Era una possibilità, non soltanto una fantasia.



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