L'incontro by Alessia Pecchioli

L'incontro by Alessia Pecchioli

autore:Alessia Pecchioli [Pecchioli, Alessia]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788893433457
Google: 1ychzwEACAAJ
editore: AUGH!
pubblicato: 2022-09-15T06:58:16+00:00


Pilar

«Sai che c’è, Pilar? Io stavolta non riesco neanche a incazzarmi. Ho terminato tutta la mia pazienza. Sei una stupida e hai solo finito di rovinarci con quest’altra gravidanza».

Alza la mano per colpirmi in faccia, poi ci ripensa, scuote la testa e si chiude in camera. Io guardo mia sorella, che per la prima volta ha uno sguardo di disprezzo e mi fissa contrariata.

«Che c’è?» le dico in lacrime.

«Hai sedici anni, presto non avrai neanche più un lavoro, si può sapere come li cresci due bambini? Ti prego, dimmelo, perché io non ci arrivo».

«Bea, questa volta è diverso, ho Ricardo e anche senza lavoro non sarò in difficoltà come con Jorge».

Lei scoppia a ridere, ma la sua risata suona di cattiveria.

«Che illusa che sei! Davvero credi che Ricardo lascerà la sua vita da principe per te?».

«Penserà comunque a nostro figlio».

«Beata te che ci credi!».

Poi si chiude in camera, arrabbiata, e io resto in cucina con Jorge che mi chiama perché ha fame.

Loro due possono pensare quello che vogliono, io desidero una famiglia con Ricardo e me ne voglio andare da questo schifo di posto. Mi ha stufato tutto: gli schiaffi di mia madre e l’alcol che si beve, mia sorella che non ne sbaglia una, i prodotti per pulire la casa che mi hanno rovinato le mani e il fatto che sono due mesi che aspetto di comprarmi una crema, perché i soldi mi servono per Jorge.

Nel giro di una settimana smetto di andare al lavoro. Le nausee sono troppo forti. Ricardo lo vedo molto poco; ogni volta che abbiamo un appuntamento lo annulla con qualche scusa e non facciamo più sesso. Lui mi guarda in modo strano. Avrà capito qualcosa? Io però ancora non voglio dirgli nulla. Con il passare dei giorni non mi cerca più e non so più se il vomito è per la gravidanza o perché ho paura che mi sta lasciando.

«Te lo avevo detto» mi dice acida Beatriz.

Io non le rispondo e cerco di mostrarmi tranquilla.

Lui è scomparso e ho paura di arrivare fino a casa sua per timore di dover dare delle spiegazioni a Sonia.

Tre mesi dopo prendo tutti i risparmi che mi sono rimasti e mi reco in una clinica privata vicino la 127.

Entro e la signorina al banco mi guarda sospettosa prima di dirmi: «Deve prima pagare per il servizio».

«Posso farlo».

Lei prende i miei soldi e continua a guardarmi dall’alto al basso. Guarda male perfino Jorge, che stranamente è tranquillo. Poi mi indica come raggiungere il reparto dei consultori di ginecologia. Sono a disagio, questo non è il mio mondo.

Arrivo in una sala d’attesa, ci sono altre ragazze. In silenzio mi siedo anche io in una delle sedie libere che trovo alla mia sinistra. Da qui riesco a osservare le altre pazienti, tutte sedute nella fila opposta alla mia. Cerco di non farmi notare. Sono quattro ragazze, più grandi di me: due di loro portano i capelli raccolti in una treccia elaborata e le altre due li tengono sciolti sulle spalle, bene in piega.



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