L'uccello del paradiso by Luca Scarlini

L'uccello del paradiso by Luca Scarlini

autore:Luca Scarlini [Scarlini, Luca]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Fandango Libri
pubblicato: 2020-06-04T22:00:00+00:00


La porta dell’androginia

L’androginia è sacra presso numerosi popoli e culti. Il segno doppio del sesso, da sempre, si scontra con quello che un tempo veniva definito come “il comune senso del pudore”, sovente la creatura che portava il segno maschile e femminile era reputata portatrice di sventura e messa immediatamente a morte. Ovvero, la rappresentazione del sé data dalla morale, che senz’altro ha sempre temuto la possibilità di una realizzazione di totale felicità, al di fuori dei ruoli di mascolinità e femminilità stabiliti dalle restrittive considerazioni sociali vigenti, normati dalle scelte economiche di una collettività. I travestiti e le transessuali sono giunti in letteratura per gradi. Nel panorama anglosassone ha avuto senz’altro esito notevole Myra Breckinridge di Gore Vidal (1968), mirabile storia di distruzione del macho a Hollywood, in cui la transessuale protagonista esordisce con un memorabile motto di sfida: “Io sono Myra Breckinridge, che nessun uomo possederà mai. Cinta d’un reggicalze e d’un solo sottascella, ho tenuto a bada l’intera congrega degli isolani alle Trobriand, una razza che non ha parole per chiedere o rispondere perché. Brandendo un’ascia di pietra, ho fiaccato le braccia, le membra, le palle, dei loro più splendidi guerrieri. Di rado l’esperienza in diretta nel corpo dell’altro sesso ha trovato udienza nella letteratura italiana mainstream. Nel 1975 Giuseppe Patroni Griffi, drammaturgo e regista, pubblicò un unicum di rara grazia: Scende giù per Toledo. Il libro, assai teatrale nell’impianto e nel meccanismo, da poco portato a teatro da Arturo Cirillo, dà voce alla bella Rosalinda Sprint, femmenella napoletana, follemente innamorata del militare Nato Jack Cartwright, detto Jack Cataratta, che scopre la bellezza del “culo del culo” per tramite della penetrazione violenta del cugino Gennaro. Un anno prima era stata la volta di Persone naturali e strafottenti, con la drag Mariacallàs (interpretato da un virtuosistico Mariano Rigillo), al centro di trame di eros e disastro esistenziale, in un esaltato capodanno partenopeo. Proprio in riva al Golfo, arrivano le figure più complesse di creature en travesti, nel teatro di Annibale Ruccello (Le cinque rose di Jennifer, 1980) e di Enzo Moscato (Pièce noire, 1987), a sancire un’epoca del desiderio estremo, trionfante, che l’AIDS ha cancellato con violenza, con un colpo di spugna.

Eppure, in ogni epoca, le creature doppie, da molti temute, sono anche state generalmente reputate come portatrici di un fascino insuperabile, a cui tutte le epoche hanno soggiaciuto. Il mondo dello spettacolo ha soprattutto accolto questa suggestione: dal carosello selvaggio dei freak show, alle seduzioni più sofisticate del varietà a grande spettacolo, i portatori di androginia hanno potuto spesso trovare solo in palcoscenico una via di rappresentazione sociale, che altrove veniva loro negata. Mario Mieli ha dato all’effeminatezza un connotato positivo, rendendo politico l’esibirsi in vesti femminili, non più da nascondere, ma anzi da esibire di fronte al mondo, come le pratiche di battuage e tutto il mondo che il celebre libro di Michael Leigh del 1963 aveva definito come The velvet underground, in cui scambi di coppie, sadomasochismo, bondage e ogni specie di attività sessuale alternativa viene documentata senza esprimere un giudizio preconcetto.



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