22-11-'63 by Stephen King

22-11-'63 by Stephen King

autore:Stephen King [King, Stephen]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Sperling & Kupfer
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


10

Era un sabato, giorno della spesa settimanale. Sadie e io avevamo preso

l'abitudine di andare insieme al Weingarten's, sulla Highway 77. Mentre la

melensa musica di Mantovani aleggiava sopra di noi, spingevamo i nostri carrelli,

esaminavamo la frutta, cercavamo il miglior rapporto qualità-prezzo al banco

carni. Potevi comprare quasi ogni sorta di taglio, se si trattava di manzo o di pollo.

Ero nel passato da più di tre anni, e ancora rimanevo a bocca aperta per i prezzi

stracciati.

Ma quel giorno avevo altro per la testa: la famiglia Hazzard che viveva al

2706 di Mercedes Street, catapecchia dall'altra parte della strada e un poco sulla

sinistra rispetto alla marcia stamberga che presto sarebbe diventata casa degli

Oswald. Anche se il Jodie Jamboree mi aveva tenuto molto occupato, quella

primavera ero riuscito ad andare tre volte in Mercedes Street. Lasciavo la Ford in

un parcheggio nel centro di Fort Worth e prendevo l'autobus per Winscott Road.

La fermata era a ottocento metri da Mercedes Street. Durante quelle visite portavo

jeans, scarponi tutti graffiati e una giacca sbiadita di denim comprata in un

mercatino. Ecco la mia storia, nel caso qualcuno me l'avesse chiesta: cercavo un

posto da affittare per pochi soldi, perché avevo appena trovato lavoro come

guardiano notturno alla Texas Sheet Metal di Fort Worth. Questo mi rendeva una

persona credibile (finché nessuno andava a controllare) e forniva già una

spiegazione per quando, durante il giorno, la casa sarebbe rimasta silenziosa e con

le persiane abbassate.

Durante le mie camminate dal magazzino a Mercedes Street e ritorno

(sempre con un giornale aperto alla pagina delle inserzioni), avvistai il signor

Hazzard, un omone sui trentacinque, i due bambini con cui Rosette non voleva

giocare, e una vecchia dal viso impietrito che camminava strascicando un piede. In

un'occasione la madre di Hazzard, in piedi accanto alla cassetta della posta, mi

fissò con sospetto mentre passavo nel solco che faceva da marciapiede, ma non

disse nulla.

Al terzo giro di ricognizione, vidi un vecchio rimorchio scassato agganciato

al retro del pick-up di Hazzard. Lui e i ragazzini ci caricavano sopra scatoloni,

mentre la vecchia stava in piedi lì vicino, tra le erbacce appena spuntate,

appoggiata al suo bastone, sul viso una maschera da colpo apoplettico che avrebbe

celato qualunque emozione. Dovendo scommettere, avrei puntato su «totale

indifferenza». Quel che io provavo, invece, era felicità: gli Hazzard se ne stavano

andando. Subito dopo la loro partenza, un lavoratore di nome George Amberson

avrebbe preso in affitto il 2706. Quel che importava era accertarsi che non ci

fossero altri pretendenti.

Stavo appunto pensando a questo, mentre io e Sadie eravamo al

supermercato. Una parte di me interagiva con lei: facevo i commenti giusti, la

presi in giro quando rimase impalata davanti al reparto latticini, spinsi il carrello pieno di viveri fino al parcheggio, misi i sacchetti nel baule della Ford.. Ma tutto questo col pilota automatico, perché la mia mente era concentrata sulla logistica di

Fort Worth, e fu quello a causare la mia rovina. Non prestai attenzione a quel che

dicevo, cosa pericolosa quando hai una doppia vita.

Non prestai attenzione nemmeno a quel che cantavo, mentre tornavamo a

casa di Sadie e lei sedeva quieta (troppo quieta) sul sedile del passeggero. Cantavo

perché la radio della Ford era rotta.



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