Beckett Samuel - 1953 - L'Innominabile by Beckett Samuel

Beckett Samuel - 1953 - L'Innominabile by Beckett Samuel

autore:Beckett Samuel [Beckett Samuel]
La lingua: ita
Format: epub, mobi
editore: Mondadori
pubblicato: 1970-11-14T23:00:00+00:00


Si umanizza, il nostro buon diavolaccio, e perderà, se non apre l&aocchio, se non fa attenzione, e con che cosa mai potrebbe fare attenzione, con che cosa mai potrebbe farsi una pallida idea della condizione in cui stanno per coinvolgerlo, con le loro orecchie, i loro occhi, le loro lagrime, e una specie di cranio in cui può capitare di tutto. È la sua forza, la sua unica forza, quella di non capire nulla, di non poter fare attenzione, di non capire quello che vogliono, di non sapere che sono lì, di non sentire niente, ah, ma attenzione, lui sente, soffre, i rumori lo fanno soffrire, e lui sa, sa che è una voce, e capisce alcune espressioni, certe intonazioni, tutto questo è brutto, brutto, ma non poi tanto, sono loro che lo dicono, non ne sanno nulla, lo dicono perché lo desiderano, può darsi che non sappia nulla, può darsi che non soffra affatto, e quell&occhio sia fantasia. Lui sente, è vero, sono sempre loro che lo dicono, ma bisogna convenirne, è meglio convenirne. Worm, questo è tutto ciò che importa, sente, mentre ci fu un tempo in cui non sentiva, loro dicono che è lo stesso, dunque è cambiato, è grave, gravido di conseguenze, fin dove può giungere, non importa, abbiamo fiducia in lui. Anche l&occhio, s&intende, è per metterlo in fuga, è perché lui si prenda paura, quanto basti per spezzare i suoi legami, loro li chiamano legami, lo vogliono liberare, ah, santa madonna, che cosa si deve mai sentire, forse sono lagrime d&ilarità. Ma insomma, arriviamo sino alla fine, dobbiamo quasi esserci, vediamo che cosa gli possono offrire, in materia di spauracchi. Gli possono, chi? Non parlate tutti insieme, anche questo non serve a nulla. Si risolverà tutto, di sera tardi, non ci sono più nessuno, si rifarà silenzio. Inutile cavillare, di qui ad allora, sui pronomi e altre parti dello sproloquio. Il soggetto importa poco, non ce n&è. Siccome Worm è al singolare, è venuto così, loro invece sono al plurale, per evitare che ci sia confusione, bisogna evitare la confusione, aspettando che tutto si confonda. E forse loro sono soltanto uno, uno solo basterebbe, ma potrebbe confondersi con la vittima, sarebbe abominevole, una vera masturbazione. Si va avanti, si va avanti. Come spettacolo sembra che lasci a desiderare. Ma come si può mai sapere, senza esserci, senza viverci, lo chiamano vivere, la scintilla vitale c&è, per loro, non deve far altro che sprizzare, e dopo non c&è che da farci una bella predica sopra, finirà in una torcia umana, urli compresi. Allora potranno tacere, senza dover temere un silenzio imbarazzante, un silenzio, come si suol dire, di morte, nel quale passano gli angeli, una vera geenna. Decisamente l&occhio si fa tirare le orecchie. I rumori viaggiano, attraversano i muri, ma si può dire altrettanto delle apparenze? Certamente no, in linea generale. Ma il caso è piuttosto singolare. Ma quali poi, bisogna cercar di sapere di che cosa si tratta, salvo a sbagliarsi. Questo grigio prima di tutto, che è ritenuto deprimente.



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