Children Of The Mist 04. Conquistata da un Highlander by Paula Quinn

Children Of The Mist 04. Conquistata da un Highlander by Paula Quinn

autore:Paula Quinn [Quinn, Paula]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788835705703
editore: Mondadori
pubblicato: 2020-11-06T23:00:00+00:00


19

Non appena uscirono dalla sala, Gillian si voltò verso di lui: — Perché l’avete fatto?

Colin si bloccò per non finirle addosso. — Cosa?

— Perché vi siete offerto di portare Edmund da Geoffrey?

— Credete che bastino le vostre minacce per farlo restare nel suo letto?

— No — ammise lei, pacata, guardandolo negli occhi. — Però vi siete quasi buttato a capofitto in questo compito.

— Fidatevi di me.

Cielo, come si poteva dire di “no” a quella bassa voce ammaliatrice?

Gillian scosse la testa. — Non avete idea di quello che mi chiedete.

— Sì invece, e non vi deluderò, ragazza.

Oh, che tentazione! Era dunque tanto patetica da credere alla sua promessa e riporre delle speranze in lui? La cosa la spaventava, ma il calore del respiro sul suo viso le fece dimenticare il perché.

— Non voglio che mio figlio senta che mi danno della “puttana”.

— Non succederà.

Chiuse gli occhi e, nel percepire la sua bocca tanto vicina, pregustò, e temette, il suo bacio. Voleva provare la sensazione di essere presa tra le sue braccia, premuta contro il suo cuore. Gli volse le spalle per la paura di andare incontro al disastro.

Entrarono in punta di piedi in camera di Edmund, ma il bambino era sveglio e, quando la vide, e vide l’uomo alle sue spalle nella luce della candela, si mise seduto con un sorriso.

Lei non poteva permettere che Edmund sentisse ciò che Devon aveva intenzione di dirgli. Non gli avrebbe consentito di portarglielo via, l’avrebbe pugnalato a tavola, spinto giù dalle scale, trovato un modo per avvelenarlo. Quell’uomo non sarebbe mai riuscito nel suo intento. Con un battito di ciglia cacciò via le lacrime che le pungevano gli occhi e, messo da parte il terrore di perdere suo figlio, sedette sorridente sul letto.

— Edmund — fece Colin mentre si avvicinava con un sorriso grande come quello del bambino. — Ti piacerebbe venire nella sala grande stasera?

— Con voi?

— Sì. Ho un altro gioco da insegnarti. — Si accovacciò e, piegando il dito, gli fece cenno di accostarsi. — È un gioco segreto. Lo sapremo solo noi tre. Vuoi?

Edmund annuì, entusiasta.

— Bene, metti le pantofole e poi ti spiego le regole.

— Il signor Campbell... — esordì Gillian. Colin alzò la mano per zittirla, quindi si rimise in piedi e attraversò la stanza. Lei lo vide inclinare una candela per fare colare la cera sul palmo. Colse il suo sorriso nella tenue luce del fuoco e avvertì una morsa allo stomaco. Cos’aveva in mente quell’uomo?

— George ha veramente sollevato Lefèvre dall’incarico?

— No. — Colin prese un’altra candela e ripeté l’operazione. — Però non sarete più oppressa dalla presenza del francese.

— Sarò oppressa dalla vostra, allora?

Lui sollevò lo sguardo con aria divertita, sgretolando le sue difese. — Sì, proprio così.

— È un po’ calda. — Si chinò verso Edmund e divise la cera in due parti. — Però non sentirai male. — Fece due palline e gli scostò i capelli dalle orecchie.

— A cosa serve?

— Ti farà udire meglio i tuoi pensieri. C’è molto rumore nella sala, e in questo gioco bisogna pensare senza distrarsi.



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