DARKROOM by Jen Barrett

DARKROOM by Jen Barrett

autore:Jen Barrett
La lingua: ita
Format: epub
editore: ilmiolibro.it
pubblicato: 2013-04-04T16:00:00+00:00


La Micra scorreva silenziosa per le strade umide di Roma che sbiadivano nella precoce notte invernale, un dieci dicembre che nonostante i festoni luminosi appesi in ogni strada sembrava lontanissimo dal Natale. Aveva finalmente smesso di piovere ma sulle cose restava un velo d'acqua, come una guaina di plastica lucida che isolava dal mondo reale. Dietro ai finestrini chiusi delle auto ferme ai semafori accanto alla mia vedevo volti assorti, protesi nell'attesa del verde, volti che le righe d'acqua sul parabrezza venavano di incrostazioni da incubo. E tuttavia quel giorno c'era qualcosa di strano, il silenzio appunto, così raro a Roma nell'ora di punta, sembrava che tutti stessero in coda rassegnati o avessero timore di rivelare la loro presenza attraverso le trombe. No, decisamente la città non era più quella che conoscevo, e nell'ostinazione di quelle facce che non osavano guardarsi intorno, fisse apparentemente alla strada, distinsi poco alla volta la paura, il desiderio di essere già arrivati, e comunque di non essere lì fuori.

Parcheggiai con fatica in una via piuttosto lontano dallo studio, e impiegai almeno un quarto d'ora per raggiungere la palazzina che ospitava il Centro Coppia Felice. Salii i pochi gradini che portavano al pianerottolo pensando che era già una settimana che non venivo qui, a parte le rare ferie non mi ero mai assentata tanto. Mi mancava il lavoro, ma in realtà mi mancava la routine del normale, la banalità di una vita tranquilla senza slanci ma anche senza orrore. Claudio mi sentì aprire la serratura e mi venne ad abbracciare prima ancora che avessi chiuso la porta alle mie spalle. Un abbraccio forte, ancora una volta la sensazione rassicurante di un corpo forte e senza tentazioni contro il mio. Dio, Claudio, perché non possiamo essere davvero una coppia, noi due?

- Mi sei mancata, socia, - disse aiutandomi a togliere il cappotto. L'ingresso era ordinato, accogliente, aveva aggiunto qualche quadro e spostato le poltroncine in un ordine diverso, non riusciva mai a restare con le mani in mano.

- Mica vero, ancora una settimana tutto solo e avresti rifatto lo studio...

Sorrise, contento che mi fossi accorta subito delle modifiche.

- E' più forte di me, e poi la sera mi annoiavo.

- No, hai ragione, sta benissimo. Appuntamenti per oggi?

- Per te niente, visto che nessuno ti aspettava. Io solo due visite, per cui esco presto. Vuoi che ti recuperi qualche appuntamento rimandato?

- Giusto per non stare qui a far niente. Da lunedì prossimo torno a lavorare a tempo pieno.

Mi diressi verso lo spogliatoio, trovai il mio camice pulito e stirato di fresco appeso con un ordine che non era il mio. E' bello avere qualcuno che si prende cura di te, pensai indossandolo, e mi accorsi che sapeva di ammorbidente alla vaniglia.

- A parte le pazienti mi ha cercata qualcuno?

Lo sentii rispondere qualcosa dal suo studio. Lo raggiunsi finendo di allacciarmi.

- Non ho capito. Chi?

- Non so se ha molto senso. Circa un'ora fa, una voce d'uomo, quindi avrebbe dovuto essere per me, ma era di te che cercava.



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