EGLE RIZZO by Stevenlob

EGLE RIZZO by Stevenlob

autore:Stevenlob [Stevenlob]
La lingua: ita
Format: epub, mobi
pubblicato: 2016-03-14T09:36:31+00:00


«Ho seguito il tuo consiglio, Adrhyss» annunciò Gweran entrando nello studio «per tutto il giorno non ho fatto assolutamente nulla, sono rimasta sola con i miei pensieri. Ho fatto un lunghissimo bagno, mi sono dedicata alla mia arpa, e adesso mi sento un'altra».

«Qui d'altronde non ti sei persa niente» le disse il giovane con un candido sorriso, «noi non abbiamo fatto altro che torturare cavie e criceti».

Rame trattenne un sorriso di fronte a quella sfacciata menzogna, e scelse di cambiare argomento.

«Quello che hai sottobraccio è il diario di tuo fratello, non è vero?» domandò all'altra, e Gweran annuì senza dire una parola.

«Mi piacerebbe leggerlo, se non hai nulla in contrario».

«Pensavo proprio a questo oggi, mentre mi immergevo nell'acqua della vasca. La storia che Riiven mi ha raccontato io credo di doverla condividere con gli altri. Non ci sono soltanto le peripezie di mio fratello tra le pagine di questo diario, ma qualcosa di più».

«Io spero che tu non voglia condividere troppo» commentò Adrhyss

«perché nel racconto di Riiven ci sono troppi particolari, il suo passato di fuorilegge, la sua avversione per i sacerdoti, che non è il caso di rendere pubblici».

«Per essere precisi io pensavo di lasciare il diario alla biblioteca dell'Accademia, e solo al momento della mia morte».

«I guaritori non hanno bisogno della lezione di Riiven contro l'ordine costituito» osservò Rame. «La sottile campagna anticlericale che propinate a noi studenti già adesso raggiunge pienamente il suo scopo».

«Non tutti hanno la fortuna di ricevere un'educazione laica sin dall'infanzia» le ricordò Adrhyss «e l'Ordine Nero fa quello che può per rimediare ad un simile inconveniente».

«E non tutti hanno la fortuna di ascoltare le lezioni dei guaritori» aggiunse Rame «e dunque comprendere la falsità dei sacerdoti rimane sempre il privilegio di pochi».

«Eresia, rogo... sono parole che in genere dissuadono dall'idea di mettersi a predicare contro le tuniche bianche e gli Dei che servono».

«Eppure è triste» intervenne Gweran «guardare il mondo dall'alto di una torre come i maghi inventati da mio fratello, è triste sapere e tacere mentre i tuoi simili si affannano in un labirinto di menzogne e illusioni».

«Un aiuto non richiesto in tali circostanze rischia di far più male che be-ne, tuttavia» fu il commento di Shon.

«Bisogna agire subdolamente allora» ribatté Adrhyss «e con enorme cautela, per eludere la sorveglianza dell'occhio vigile dei sacerdoti».

«Parli bene» disse Gweran «ma hai in mente qualcosa di concreto?».

«In tal caso non credi che l'avrei messo già in atto?».

«Se un mezzo esiste per ottenere il nostro scopo io sono certa che lo troveremo» esclamò poi la giovane dai capelli corvini, «siamo o non siamo il fior fiore dell'Accademia?».

E loro promisero che ci avrebbero tentato, in un modo o nell'altro.



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