Il Crocevia del Mondo by Davide Mana

Il Crocevia del Mondo by Davide Mana

autore:Davide Mana
La lingua: it
Format: mobi, epub
pubblicato: 2011-05-09T22:00:00+00:00


Signori della Guerra

Chissà come avrebbe preso la faccenda della reincarnazione di Gengiz Khan l'emiro di Bukhara, Mohammed Alim Khan, che di Gengiz diceva di essere diretto discendente (certo, come no…), e che in quegli stessi anni, appena più a ovest se la stava giostrando proprio coi bolscevichi tanto cari al barone Pazzo.

Consolidata più o meno la situazione post-rivoluzionaria in Russia, Lenin aveva infatti deciso di “infiammare l'oriente”, portando la rivoluzione in territori nei quali l'ingerenza occidentale e le rivalità etniche e religiose rendevano già di per se l'atmosfera quantomai infiammabile.

Mohammed Alim Khan si era inizialmente presentato come riformatore al proprio popolo, ma aveva capito alla svelta che troppa modernità è nociva per i poteri autocratici, ed aveva fatto marcia indietro – ottenendo così proprio l'esacerbazione del malcontento e la rivolta che aveva temuto di causare con idee troppo progressiste.

Quando la Rivoluzione arrivò Bukhara, nel 1918, sulle prime Alim Khan giocò al meglio le proprie carte – quando i bolscevichi chiesero la sua abdicazione, lui li fece giustiziare tutti, la delegazione dei russi invasori e svariate centinaia di loro sostenitori; un atto di tale efferatezza che le truppe russe fuggirono inorridite.

A questo punto, per andare sul sicuro, Alim Khan contattò l'agente coloniale inglese a Kashgar, chiedendogli un posto dove “sistemare” 35 milioni di sterline in oro, argento e gioielli – il tesoro di famiglia.

Il colonnello Etherton, che si occupava di certe cose a Kashgar per conto della corona britannica, preferì non correre il rischio.

Ma nel 1920 i bolscevichi di Bukhara tornarono alla carica, ora con l'appoggio dell'Armata Rossa comandata da Mikhail Frunze, e quastavolta Alim Khan fuggì con i propri uomini (ma senza il tesoro) prima a Dushambé e poi in Afghanistan, strada facendo dandosi a piccoli atti di brigantaggio, grazie anche al supporto dei basmachi, sulla carta una popolazione locale alquanto belligerante, di fatto un movimento indipendentista islamico e panturchista che mal sopportava i bolscevichi.

Questi “pochi malcontenti e reazionari” misero in campo qualcosa come 30.00 uomini fra il 1918 ed il 1930 – grazie anche al supporto fornito dagli inglesi, in particolare nella figura del tenente di fanteria e naturalista (o viceversa) Frederik M. Bailey, che ufficialmente si trovava nell'area per mantenere sotto osservazione Raja Mahendra Pratap Singh, rivoluzionario anarco-comunista e fondatore, e capo, del Governo Provvisorio dell'India, con sede a Khabul.

Negli anni a venire, la rivolta dei basmachi avrebbe fornito ispirazione per molti “Ostern” - film russi che riprendevano la struttura classica del western in una ambientazione storica rivoluzionaria o sovietica.



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