Kalevala: Il grande poema epico finlandese (Orizzonti dello spirito) (Italian Edition) by Elias Lönnrot

Kalevala: Il grande poema epico finlandese (Orizzonti dello spirito) (Italian Edition) by Elias Lönnrot

autore:Elias Lönnrot [Lönnrot, Elias]
La lingua: ita
Format: epub, azw3
editore: Edizioni Mediterranee
pubblicato: 2013-11-13T23:00:00+00:00


453-672. Canto del ringraziamento [Kiitosvirsi]

“Gli uomini qui si trovan bene,

dolce è stare anche per le donne

di fronte ad una pinta di birra,

vicino ad un fiasco d’idromele,

nei paraggi gli stretti dei coregoni,

accanto a noi le tane dei salmoni,

perciò il cibo non manca mai,

il bere non fa certo difetto.

Gli uomini qui si trovan bene,

dolce è vivere anche per le donne.

Quaggiù non si mangia con angoscia,

non si campa in preda agli affanni;

da queste parti si mangia senza pene,

si campa senz’alcuna preoccupazione

finché questo signore starà al mondo,

la signora godrà di buona salute.

Chi mai qui ringrazierò per primo,

il signore o forse la signora?

Da sempre gli eroi dei tempi andati

ringraziano il signore prima d’altri,

chi eresse un riparo tra le paludi,

costruì una casa nella foresta:

portò tronchi massicci di pino,

alberi spogliati d’ogni frasca,

li mise in un luogo adatto,

li piantò in un terreno solido

per farne la gran casa della stirpe,

una magione così stupenda;

nella selva prese le travi delle pareti,

sul colle scosceso i fusti levigati,

sul suolo pietroso le spine del tetto,

sulla brughiera delle bacche i

[traversi,

sul monte dei padi le scaglie del

[tetto,

sulla palude al disgelo il lichene.

La casa fu costruita ad arte,

il riparo eretto al posto giusto.

Cento uomini piallavano,

mille stavano sul tetto

a costruir questa capanna,

a posare il pavimento.

Dunque mentre questo signore

era intento a costruire la capanna

la sua chioma ha visto molti venti,

la sua capigliatura climi impietosi.

Più d’una volta il buon signore

ha lasciato i guanti sulla pietra,

il cappello impigliato ad un ramo,

il calzare sprofondato nel pantano.

Più d’una volta il buon signore

alle prime luci dell’alba

prima che gl’altri si destassero,

senza farsi udire dal villaggio

s’è levato presso al bivacco,

s’è alzato nel capanno di frasche,

con la testa graffiata dagli aghi,

gli occhi vispi lavati dalla rugiada.

Così il nostro buon signore

poté ricevere gli amici nella sala,

i cantori assiepati sulle panche,

i menestrelli accanto alle finestre,

gli stregoni al centro della stanza,

i fattucchieri dentro i cantucci,

quelli ritti contro le pareti,

quelli che varcavano la staccionata,

quelli che attraversavano la corte,

quelli che passeggiavano sul podere.

Per primo ho ringraziato il signore,

ora ringrazio la signora premurosa

per tutte le pietanze preparate,

la lunga tavola bene allestita.

Ella sfornò grosse pagnotte,

impastò timballi enormi

con le sue abili mani,

con le dieci dita curve;

offrì il pane gentilmente,

sfamò solerte tutti gli ospiti

con carne di maiale in quantità,

sfornati dalla crosta croccante

– affondavano le lame dei nostri

[coltelli,

penetravano le punte dei nostri

[pugnali

mentre tagliavamo le teste dei

[salmoni,

affettavamo l’estremità dei lucci.

Molte volte la gentildonna,

la diligente moglie di casa,

si è alzata prima del gallo,

prima del figlio della chioccia

per allestire queste nozze,

eseguire le sue faccende,

preparare il lievito,

fermentare la birra.

Ben sapeva la gentildonna,

la diligente moglie di casa,

come si fermenta la birra,

si spilla la bevanda saporita

dai germogli ben cotti,

dal malto più dolce,

senza girare il mestolo,

rimestare col bastone

ma mescolando con i pugni,

amalgamando con le mani

nella sauna ben arieggiata,

sulla panca già spazzata.

Mai una volta la gentildonna,

la diligente moglie di casa,

lasciò rattrappire i germogli,

versò a terra un po’ di malto;

spesso se ne andava alla sauna

tutta sola a notte fonda,

senza aver paura dei lupi,

temere le belve del bosco.

Ho reso omaggio alla signora;

lasciate che ringrazi il mio compare

[172!

Chi è chiamato a tenere il discorso,

chi è scelto per impartire i consigli?

Il compare sarà il miglior del paese,

il cerimoniere l’eletto del villaggio.



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