Oates Joyce Carol - 2002 - Bestie by Oates Joyce Carol

Oates Joyce Carol - 2002 - Bestie by Oates Joyce Carol

autore:Oates Joyce Carol [Oates Joyce Carol]
La lingua: ita
Format: epub, mobi
Tags: Fiction, Mystery & Detective, General
ISBN: 9788804526155
Google: 566-AAAACAAJ
editore: Mondadori
pubblicato: 2004-03-14T23:00:00+00:00


«"Un diario è una scure che rompe il ghiaccio per arrivare al mare che si agita sotto"» - così il professore parafrasava Kafka. «Ma dev'essere sin-cero, spietato.» Tenere il diario diventò un'ossessione. Alcune di noi co-minciarono a trascurare gli altri corsi; il seminario di poesia durava più delle due ore previste, a volte più di tre ore, al termine delle quali eravamo esauste; ci si incontrava il martedì e il venerdì, e le nostre vite cominciaro-no a ruotare intorno a quegli appuntamenti. Nell'aula regnava un'atmosfera tesa, inquieta. Nessuno sapeva ascoltarci con l'attenzione con cui ci ascoltava il professor Harrow. Alcune di noi leggevano con voci roboanti, drammatiche, altre sottovoce, timidamente. A volte lui interrompeva con un'esclamazione: «Bellissimo» oppure «Rileggilo, per favore. Daccapo».

Spesso era deluso, come diceva in modo inelegante: "scoglionato". Pic-chiava con forza un pugno sul tavolo del seminario scuotendo le tazze di plastica del caffè e le penne, come se fosse stato insultato personalmente.

Il fatto che un uomo adulto, un insegnante, tenesse tanto alla qualità del lavoro delle sue studentesse... più che insolito e preoccupante a noi sembrava fantastico.

Oppure, benché insolito e preoccupante, pur sempre fantastico.

Se non mi puoi amare, tieni almeno a me.

Almeno non mi ignorare...

Qualcuna trasse grande ispirazione dal nuovo compito, e cominciò a lavorare meglio di prima. Perlomeno così la pensava il professore. Dominique, Penelope e Marisa si rivelarono ben presto rivali. Le loro poesie erano informi, dilettantesche, ma le pagine dei diari che portavano in classe erano spesso affascinanti. Avevano obbedito alla lettera al divieto di autocensura e candidamente raccontavano i loro più intimi segreti. Molta attenzione era posta sull'infanzia, sui ricordi più traumatici e umilianti; le prime esperienze sessuali, le ansie. Descrivevano i loro corpi, ciò che apprezza-vano e ciò che odiavano, descrivevano i corpi di altri: genitori, fidanzati, in dettagli espliciti. Riportavano fantasie e atti sessuali spaventosi e violenti.

Facevano a gara nel descrivere le mestruazioni. Dominique eccelleva nei voli pindarico-psichedelici. (Quei fine settimana a Darmouth e Williams...) Rimanemmo di stucco nell'apprendere che era, come diceva lei, di origine

"nera": siccome la famiglia di sua madre era originaria delle Barbados, aveva sangue misto e si considerava "una nera con la pelle chiara" che

"sballava" all'idea di scoparsi i ragazzi bianchi. «Voglio dire, cioè, mi manda veramente su di giri, come se pensassi: ma questo qua lo sa chi so-no io veramente?» Era stata informata da poco dell'imminente divorzio dei genitori, e l'aveva presa come una buona notizia perché suo padre era un alcolista violento con i familiari; quando lei aveva sei anni le aveva spac-cato un timpano, sua madre era finita al pronto soccorso più di una volta.

Era un pezzo grosso, un avvocato importante con tendenze sadiche. In alcune poesie scritte secondo la tecnica del flusso di coscienza ininterrotto Dominique accennava a violenze sessuali...

Il professor Harrow era colpito. Se fino ad allora aveva apprezzato Dominique, adesso la stimava apertamente. «Questo è materiale da incubo, quindi materiale di un'arte potenzialmente grande.»

Anche Penelope aveva avuto un'infanzia difficile. Suo padre beveva e la madre aveva cercato più volte di



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