Terremoto by Clive Cussler & Graham Brown

Terremoto by Clive Cussler & Graham Brown

autore:Clive Cussler & Graham Brown [Cussler, Clive]
La lingua: ita
Format: azw3
editore: Longanesi
pubblicato: 2014-11-19T23:00:00+00:00


23

Nave Orion, ore 15.30, 1700 miglia a sud-ovest di Perth

Dopo aver impedito il dirottamento del Ghan, Kurt, Joe e Hayley avevano cambiato mezzo di trasporto, noleggiando un jet fino a Perth e imbarcandosi poi su un elicottero Sea Lynx che li aveva trasportati sulla nave della NUMA, l’Orion, quando era ancora a trecento miglia dalla costa.

Da lì, l’Orion si era diretta a sud-ovest, tornando verso il mare aperto. Altre tre navi della NUMA stavano per unirsi a loro, puntando in varie direzioni. Andavano a sud per tentare di formare una specie di picchetto usando i sensori progettati da Hayley. Il piano era semplice. Se Thero avesse testato il suo congegno, sarebbero riusciti a localizzarlo.

Mentre Hayley iniziava il lungo lavoro di calibratura dei sensori, Kurt salì in plancia. Arrivò proprio all’inizio della guardia pomeridiana.

Attraverso le grandi finestre di vetro laminato, vide che il cielo si era scurito e abbassato e che il mare aveva assunto un colore grigio ferro. Continuava a esserci onda lunga da ovest, stranamente calma per quella parte del mondo. Tuttavia, Kurt era preoccupato.

Afferrò due mug con la scritta ORION e una piccola riproduzione delle stelle della costellazione stampate in rilievo sul fianco. Li riempì di caffè e andò da Joe, che stava studiando le carte e il bollettino meteorologico con il comandante della nave.

«Comandante?» disse, porgendogli uno dei mug.

«No, grazie», rispose il comandante Winslow.

«Ne prendo uno io», disse Joe.

Kurt gli porse un mug e tenne l’altro per sé. Bevve un sorso e poi indicò col capo il bollettino meteorologico. «Che cosa dice?»

«Non segnala ancora tempesta», rispose Joe, «ma la pressione sta scendendo. Arriva una perturbazione da ovest.»

Era marzo, ossia l’inizio dell’autunno nell’emisfero meridionale. Il tempo non sarebbe peggiorato drasticamente per un altro mese o due, ma a sud dei 40 gradi di latitudine erano entrati in una zona nota come dei Quaranta ruggenti. A quella latitudine l’oceano Antartico circondava la Terra senza alcuna interruzione. Poteva scatenare una tempesta spaventosa in qualunque momento.

«Finora, abbiamo avuto fortuna», disse Winslow. «Ma le mie vecchie ossa mi dicono che questo tempo non reggerà.»

«La calma prima della tempesta?» chiese Joe.

«Qualcosa del genere», rispose il comandante.

«Dobbiamo proseguire», disse Kurt, «pure con il tempo cattivo.»

Anche Winslow sembrava dello stesso avviso, ma fino a un certo punto.

«Non la deluderemo», assicurò a Kurt. «Ma se il rischio per la nave e l’equipaggio diventerà eccessivo, dovrò dare quell’ordine. L’Orion è una nave solida, ma non è stata costruita per affrontare un uragano.»

Kurt annuì. Il comandante era padrone della nave e, sebbene Kurt fosse a capo della missione, era lui a dettare legge. «E le altre?»

Joe indicò la carta. «Paul e Gamay sono a bordo della Gemini.»

Sulla carta, era molto distanziata dalle altre navi della formazione.

«Perché è tanto indietro?»

«Sta arrivando da Singapore.»

«Tosto», disse Kurt. «Ma vale la pena di aspettare per avere Paul e Gamay nella squadra. E le altre navi?»

«La Dorado è qui», disse Joe, indicando un’altra sezione della carta molto più a est, quasi sotto il centro esatto dell’Australia.

«E la Hudson è lontana, a sud della Nuova Zelanda.



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