Urania 0145 - Ombre sulla Luna by Arthur C. Clarke

Urania 0145 - Ombre sulla Luna by Arthur C. Clarke

autore:Arthur C. Clarke [Clarke, Arthur C.]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: PIPPO
editore: Mondadori
pubblicato: 2011-01-19T09:23:54+00:00


12

— Non ho motivo di pensare che qualcuno sospetti di voi — disse l'uomo vestito di blu — ma sarebbe difficile incontrarsi a Central City senza dare nell'occhio. C'è troppa gente in giro, e ci conoscono tutti. Sareste davvero stupito nel constatare com'è difficile trovare un posto isolato.

— Ma non vi pare che sembrerà strano da parte mia essere venuto qui? — domandò Sadler.

— No... quasi tutti i turisti ci vengono, appena possono. È come la gita alle cascate del Niagara: nessuno la vuol perdere. D'altronde non li si può rimproverare per questo, non vi sembra?

Sadler era d'accordo. Quello spettacolo non poteva deludere nessuno, anzi, era superiore a ogni descrizione. Anche adesso, non era riuscito del tutto a superare il colpo provato quando aveva messo piede sulla balconata, ed era convinto che non tutti fossero capaci di arrivare fin lì.

Si trovava in piedi sul vuoto, chiuso in un cilindro trasparente che si protendeva oltre l'orlo del burrone. La passerella di metallo sotto ai suoi piedi e il sottile corrimano erano gli unici appoggi di cui disponeva, e la sua mano stringeva spasmodicamente il tubo sottile.

La Voragine di Igino è considerata una delle meraviglie della Luna. È lunga più di tre chilometri e ha un'ampiezza massima di cinque, in alcuni punti. Non è un vero e proprio burrone, ma piuttosto una serie di crateri uniti l'uno all'altro, che si diramano in due braccia partendo da un ampio pozzo centrale. Inoltre, è la porta d'accesso attraverso la quale gli uomini hanno raggiunto i tesori sepolti nella Luna.

Sadler riuscì finalmente a guardare in fondo alla voragine senza tremare. Infinitamente al di sotto di lui, c'erano, così gli pareva, degli insetti che andavano avanti e indietro entro piccoli cerchi di luce artificiale. Pure sapeva che quei minuscoli insetti erano le macchine perforatrici che lavoravano nel fondo della voragine. Laggiù, a migliaia di metri dal punto in cui si trovava, il fondo era sorprendentemente levigato, poiché a quanto pareva un fiume di lava aveva inondato la fenditura appena questa si era formata, per poi congelarsi trasformandosi in un fiume di pietra.

La Terra, quasi verticale sulla sua testa, illuminava in pieno l'immane parete antistante. Il burrone si estendeva a destra e a sinistra, a perdita d'occhio, e talora la luce verdazzurra che illuminava le rupi creava una strana illusione. Se voltava d'improvviso la testa, Sadler aveva la netta impressione di guardare un'immensa cascata che precipitava fino al cuore della Luna.

Su quella parete, sospesi a fili invisibili, salivano e scendevano i secchi pieni di minerale. Sadler, che li aveva visti da vicino, sapeva che erano più alti di lui, ma a quella distanza parevano perline infilate in uno spago, mentre avanzavano lentamente col loro carico destinato ai lontani impianti di smistamento. "Peccato" pensò "che portino solo zolfo, ossigeno, silicio e alluminio... potremmo fare a meno di tanti elementi leggeri, mentre ci servirebbe di più un po' di metalli pesanti".

Ma era lì per motivi di lavoro e non per stare a guardare come un turista. Si tolse di



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