Urania 0316 - L'Abitatore by Kenneth F. Gantz

Urania 0316 - L'Abitatore by Kenneth F. Gantz

autore:Kenneth F. Gantz [Gantz, Kenneth F.]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: PIPPO
editore: Mondadori
pubblicato: 1963-09-08T18:59:06+00:00


15

Dane aspettava, sorvegliato dal sergente Peeney e dall’aviere di prima classe Merrick. I due tuttavia lo ignoravano, occupati com’erano a ricevere ordini e a diramarne altri. L’esplosione sul ponte superiore numero due aveva messo in moto tutte le attività di bordo.

Quando Noel comparve, Dane notò che aveva gli occhi arrossati e la faccia segnata dalla stanchezza. — Venite, voglio parlarvi — disse, e gli fece cenno di seguirlo nella cabina del comandante.

Come sta il colonnello? — chiese Dane.

Ne parleremo dopo — rispose Noel, invitandolo a sedersi. — Voglio che prima mi esponiate dettagliatamente la teoria di una vita microscopica su Marte — disse, mettendosi a sua volta a sedere.

Deve già avervene parlato il tenente Yudin — disse Dane.

Noel prese il righello di Cragg e lo batté sulla scrivania, come era solito fare il colonnello. — I miei ufficiali hanno il dovere di fare subito rapporto. E questo dovere l’hanno anche i civili, quando si tratta di argomenti che riguardano la nostra missione. Voi sapete, vero, che il nostro biologo non ha trovato organismi microscopici di alcun genere, su questo pianeta, se si eccettuano quelli che abbiamo portato con noi a bordo?

Mentre Noel parlava, Dane lo guardava pensando che sebbene lo conoscesse da parecchio tempo, ora gli pareva cambiato. Lo sentiva lontano, autoritario, fanatico nei riguardi della propria missione. Il peso del comando aveva fatto di lui un altro uomo.

Lo so — rispose.

Dunque, pensate che il biologo abbia sbagliato?

Questo non lo so. Ma sono sicuro che su questo pianeta esistono esseri dotati di intelligenza, che finora non siamo riusciti a vedere. E questo può essere o per loro volontà, o perché sono molto lontani, o perché sono così piccoli che il nostro occhio non riesce a vederli. È per questo che ho azzardato l’ipotesi degli esseri microscopici. Questo pianeta è vasto, e noi ne abbiamo esplorato solo una minima parte. Perché anche qui, come sulla Terra, le forme vitali non potrebbero essere confinate soltanto in alcune zone? Ho fatto anche altre ipotesi, e ne avrete fatte anche voi. Per esempio, avete preso in considerazione la possibilità che esistano forze intelligenti? Cariche e potenziali simili alle attivazioni elettriche, per esempio? Come giudicate le scariche elettriche? Quei lampi potrebbero anche non essere scariche di energia statica. Potrebbe trattarsi di energia viva.

Guardandolo fisso, Noel disse: — Un’ora fa mi hanno riferito che avete battuto il record della fantasia, ma non cercate di confondermi le idee con queste supposizioni pazzesche. Voglio sapere due cose: primo, che cosa sapete realmente, posto che sappiate qualcosa. Secondo, perché avete imbottito la testa di Yudin di tante sciocchezze.

— Cosa succede, maggiore, la stanchezza vi gioca sui nervi? — non si trattenne dal chiedere Dane.

Noel rimise a posto con cura il righello, sempre continuando a fissare Dane come se fra loro ci fosse un legame impossibile a spezzare. Poi, di colpo, cambiò atteggiamento. Divenne quasi cordiale, e lasciò cadere la maschera autoritaria. — Può anche darsi — ammise. — Non volevo essere brusco, dottor Dane. Ma oggi ho perso due uomini, due amici.



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