Viaggio dentro la mente – Conoscere il cervello per tenerlo in forma by Piero Angela

Viaggio dentro la mente – Conoscere il cervello per tenerlo in forma by Piero Angela

autore:Piero Angela
La lingua: ita
Format: azw3, mobi, epub
ISBN: 9788852050343
editore: Mondadori
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


I SOGNI E FREUD

E Freud?

Sigmund Freud alla fine dell’Ottocento ha scritto, come è noto, un’opera considerata fondamentale nell’interpretazione dei simboli contenuti nei sogni. Freud considerava il sogno la strada maestra per raggiungere l’inconscio dell’individuo. E questa tesi è rimasta un caposaldo della psicoanalisi da lui fondata.

Non va però dimenticato che a quell’epoca le modalità di funzionamento del cervello erano quasi sconosciute: si sapeva che esistevano i neuroni, ma si ignoravano cose fondamentali come l’esistenza delle sinapsi, dei neurotrasmettitori, del ruolo inibitore, oltre che eccitatorio, delle cellule nervose, ecc. Al di là delle critiche riguardanti la simbologia dei sogni, la visione stessa del cervello alla base delle teorie freudiane è stata radicalmente contestata. In particolare da due molto autorevoli studiosi, Robert W. McCarley e J. Allan Hobson dell’Università di Harvard. Freud, essi dicono, non sapeva che i neuroni si influenzano tra loro attraverso la trasmissione di piccole quantità di energia e pensava che fossero elementi passivi di un reticolo di trasmissione di forze. Credeva che l’energia dei neuroni provenisse dall’esterno del cervello, generata dalle “pulsioni”. Nel suo modello, l’energia poteva essere solo deviata o rimossa. Secondo tale modello, il sistema psichico è in balia di queste forze somatiche.

Basandosi sulla sua teoria, spiegano ancora McCarley e Hobson, Freud riteneva che l’energia per i sogni derivasse da un desiderio istintuale represso e che il sogno fosse un tentativo di mascherare certi desideri collegati alle pulsioni. Per questo attribuiva al sogno la funzione di “guardiano del sonno”, che previene l’intrusione di desideri inaccettabili. E vedeva nell’oblio dei sogni (che svaniscono al risveglio) la riprova della sua teoria: cioè noi dimentichiamo i sogni proprio perché tendiamo a rimuovere, a censurare i desideri che riteniamo inaccettabili.

McCarley e Hobson affermano che la teoria sui sogni di Freud è dunque basata su conoscenze errate. Ciò non significa ovviamente che “residui diurni” o temi importanti dal punto di vista motivazionale non entrino nei sogni, ma essi non sono la causa del processo onirico. Non c’è alcuna prova che i meccanismi del sogno siano generati da pulsioni sessuali rimosse.

La critica di McCarley e Hobson si è spinta più in là, investendo le basi stesse della psicoanalisi freudiana.

E cosa è successo dopo queste critiche?

Dalle loro critiche è nata un’accesa polemica, rimasta però circoscritta a una piccola minoranza di esperti e sostanzialmente quasi ignorata dal grande pubblico (e anche da gran parte degli intellettuali).

È inutile a questo punto che le chieda cosa pensa dei sogni premonitori.

No, me lo chieda pure. Anzi, è un modo utile per entrare in quel campo misterioso dei poteri occulti della mente, di cui spesso si parla.

Percezioni extrasensoriali, telepatia, déjà-vu, ecc.

Certo, e non solo. Oggi ne sappiamo di più su tutte queste cose, anche grazie a tante ricerche e verifiche che sono state fatte negli ultimi anni.

Allora vediamo.



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