Villette (Le porte) (Italian Edition) by Charlotte Brontë

Villette (Le porte) (Italian Edition) by Charlotte Brontë

autore:Charlotte Brontë [Brontë, Charlotte]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: romanzo, Evoluzione, vittoriano, orfana, questione femminile, scuola femminile, crescita, Bronte, Indipendenza
editore: Fazi Editore
pubblicato: 2013-01-14T08:00:00+00:00


Capitolo XXIII

Vashti

Domandarmi tristemente, ho detto? No: un nuovo influsso cominciò ad agire sulla mia vita, e la tristezza, per un certo tempo, fu tenuta a bada. Immaginate una radura, sepolta nel cuore d’una foresta segreta; essa giace nell’oscurità e nella nebbia; l’erba è umida, il fogliame pallido e bagnato. Un temporale o una scure aprono un largo spazio tra le querce; la brezza lo riempie; il sole le dedica i propri sguardi; la radura triste e fredda si trasforma in una profonda coppa di luce; l’estate piena elargisce la sua gloria celeste e la sua luce dorata dal cielo meraviglioso, che finora quel fosso affamato non aveva mai visto.

Un nuovo credo si fece strada dentro di me: la fede nella felicità. Erano passate tre settimane da quanto accaduto in soffitta, e dentro la scatola, lo scrigno e il cassetto, al piano di sopra, possedevo, conservate insieme alla prima lettera, quattro sue compagne, vergate dalla medesima penna sicura, sigillate con lo stesso sigillo nitido, colme del medesimo conforto accorato. Conforto accorato mi sembrava allora; le ho rilette dopo molti anni; erano lettere abbastanza gentili, lettere piacevoli perché scritte volentieri, nelle ultime due c’erano tre o quattro righe di chiusura un po’ allegre, un po’ tenere, “toccate ma non sottomesse dal sentimento”. Il tempo, caro lettore, le aveva ridotte a una bevanda di dolce qualità; ma quando assaggiai per la prima volta il loro elisir, fresco di una fonte tanto desiderata, mi era sembrato il succo d’una vigna divina; un sorso che Ebe stessa avrebbe potuto mescere e gli dèi trovare di proprio gusto.

Al lettore interessa domandare, ricordando ciò che è stato detto qualche pagina addietro, come rispondessi a quelle lettere: se sotto il controllo freddo e vincolante della Ragione, oppure seguendo l’impulso appassionato e libero del Sentimento?

A dire il vero, feci un compromesso: servii due padroni; m’inchinai nella casa di Rimmone e condussi il mio cuore anche verso un altro altare. Scrissi due risposte a quelle lettere: una per mio sollievo, l’altra per gli occhi di Graham.

Per prima cosa, io e il Sentimento cacciavamo la Ragione fuori dalla porta, chiudendole sbarre e catenacci alle spalle; poi ci mettevamo a sedere, intingevamo la penna ansiosa nell’inchiostro e, con profondo godimento, riversavamo sul foglio il nostro cuore sincero. Una volta fatto, quando due pagine erano state riempite col linguaggio d’un affetto fortemente sentito, d’una gratitudine radicata e viva (una volta per sempre, in questa parentesi, nego con assoluto disprezzo qualsiasi strisciante sospetto sull’esistenza dei cosiddetti “sentimenti più caldi”: le donne non coltivano “sentimenti più caldi” là dove, fin dall’inizio e attraverso l’intero arco di una conoscenza, non si sono mai fatte ingannare dalla possibilità che, così facendo, non commettano un’assurdità mortale: nessuno mai si lancia nel mare dell’amore se non dopo aver visto o sognato il sorgere della stella della Speranza sulle sue acque agitate), quando, dunque, avevo espresso un attaccamento fortissimo e profondamente devoto – un attaccamento che avrebbe voluto attirare e prendere su di sé tutto ciò che era penoso nel



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.