A qualunque costo by K.A. Merikan

A qualunque costo by K.A. Merikan

autore:K.A. Merikan [Merikan, K.A.]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Acerbi & Villani Ltd.
pubblicato: 2016-10-13T22:00:00+00:00


Age of Endless – 11

Zara: Non mi parli più?

Fantasma: Non è niente, scusa. Sono un po’ nervoso per una cosa che è successa al lavoro. Un tipo ubriaco ha colpito un infermiere e gli ha fatto perdere i sensi. Visto che io ero presente, vogliono farmi delle domande.

Zara: Oh, no! Ti daranno noie? (Che sollievo. Temevo ti fossi stancato di me)

Fantasma: Tranquilla, non è niente di grave. E no, non potrei mai stancarmi di te ;) :*

Capitolo 12

Luca si immerse nel lavoro. Aveva iniziato a svolgere dei piccoli incarichi di programmazione e cover design e i compensi venivano accreditati sul conto bancario di Fantasma, visto che lui non aveva il permesso di lavoro. Non voleva fare il parassita, anche se Fantasma gli aveva detto chiaro e tondo che non gli dispiaceva mantenerlo finché era necessario. Per fortuna, Luca se la cavava abbastanza bene da cominciare subito a fare qualche soldo. Ancora nessuna somma importante, ma si era detto che più lavori completava, più si sarebbe fatto conoscere, più avrebbe ampliato il proprio portfolio. Prima o poi sarebbe arrivato a cavarsela da solo e, visto che in quel settore contavano soprattutto le abilità, a nessuno importava che non avesse altri titoli di studio oltre al diploma delle superiori.

Inoltre doveva tenersi impegnato, dato che Fantasma non era quasi mai a casa. Pur andando al club a giorni alterni, spesso non aveva contatti con Fantasma per ore, e ogni giorno gli sembrava di sentire di più la sua mancanza. Durante la gavetta, l’uomo pareva sparire in un buco nero. Quando tornava si rilassavano insieme, giocavano ai videogame, facevano sesso se erano in vena. A volte Fantasma gli diceva che “voleva stare un po’ da solo” con una voce scocciata che lo intimoriva.

Luca si sforzava di non prestare attenzione a quegli sbalzi d’umore e si era persino stampato delle schede sui comportamenti aggressivi che teneva a portata di mano per le emergenze – quando era talmente ansioso che non riusciva a stare nella stessa stanza con lui. Sapeva che era il cervello che gli giocava brutti scherzi. Fantasma non somigliava per niente a Federico e Luca doveva ricordare a se stesso che, prima di compiere quindici anni, aveva vissuto una vita diversa. Aveva avuto amici con cui litigava e scherzava ed era sempre andato tutto bene. Nessuno gli aveva mai serbato rancore perché esprimeva la propria opinione o combinava guai. Fantasma era un uomo normale, non uno psicopatico.

Per quanto tentasse di convincersene, però, per quanto spesso rileggesse le vecchie chat e per quanto gli facesse piacere anche solo stringergli la mano, non poteva ignorare la tensione costante nel corpo dell’uomo che amava. Fantasma non era felice e, a quel punto, Luca sapeva che non poteva essere colpa sua. Quando erano insieme, Fantasma sembrava sempre più tranquillo e sereno. Erano gli incarichi che svolgeva per il club a scombussolarlo. Luca sperava che avvicinarsi ai Nails gli avrebbe spiegato almeno in parte di cosa si trattasse, ma nessuno voleva dirgli niente delle questioni in cui non era direttamente coinvolto.



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