Al di là dei sogni by Richard Matheson

Al di là dei sogni by Richard Matheson

autore:Richard Matheson [Matheson, Richard]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2011-12-15T08:44:40+00:00


Questo mortale affanno

Una sola, terribile possibilità

Mi sentivo come paralizzato, mentre ascoltavo le parole di Albert. Mi aveva portato via dall’anfiteatro e ora sedevamo su un prato tranquillo.

Ho detto che ascoltavo, ma in realtà non riuscivo a prestargli attenzione.

Le parole e le frasi mi arrivavano alla coscienza in modo disordinato, e i miei pensieri continuavano a intrufolarsi nel suo discorso. Ricordi preoc-cupanti, per la maggior parte; di tutte le volte che avevo sentito Ann dire:

«Se tu morissi, morirei anch’io» e: «Se tu dovessi andartene per primo, non penso che potrei farcela.»

Capii allora perché avevo continuato ad avere quei cupi presentimenti nonostante il fascino della mia presenza nel Paese dell’Estate. Per tutto quel tempo, in qualche punto del mio essere un profondo timore aveva continuato a crescere: il pensiero che ad Ann potesse succedere qualcosa di terribile.

Capii il perché di quei miei incubi in cui mi supplicava di salvarla. Rividi l’espressione di terrore con cui scivolava verso il ciglio del precipizio, affondava nell’acqua torbida della piscina, cadeva a terra, coperta di sangue, assalita dall’orso. Il precipizio, la piscina e l’orso erano i simboli della paura che provavo per lei: non sogni ma premonizioni. Ann chiedeva il mio aiuto, mi supplicava di impedirle di fare quanto stava per commettere.

Mi giunse la voce di Albert: «A causa dei suoi traumi infantili, del fatto che i figli non avevano più bisogno di lei, della tua morte…» Lo fissai. Che cosa aveva detto a proposito di sonniferi? Albert annuì, interrompendo il filo dei suoi pensieri.

«Dio.» Con la faccia tra le mani cercai di piangere, ma non riuscii a spargere neppure una lacrima; ero vuoto.

«La morte di una persona a cui si è stati vicini per molto tempo lascia letteralmente un vuoto nella vita» continuò Albert. «Ora i flussi di energia psichica diretti verso quella persona non hanno più un bersaglio.»

Perché mi raccontava quelle cose?, mi domandai.

«Anche la seduta spiritica può avere avuto la sua parte» disse. «A volte quelle sedute distorcono l’equilibrio spirituale.»

Lo fissai senza capire.

«Nonostante le sue affermazioni in senso contrario» proseguì «Ann spe-rava che ci fosse davvero qualcosa dopo la morte. Credo che ponesse molte speranze in quella seduta. Quando risultò essere, dal suo punto di vista, una delusione…» Albert non terminò la frase.

«Hai detto che l’avreste tenuta d’occhio» gli ricordai.

«E lo abbiamo fatto» disse. «Ma non potevamo sapere che pensasse al suicidio.»

«Perché mi hanno detto che doveva compiere il passaggio all’età di settantadue anni?»

«Perché lo doveva» rispose Albert. «Però, nonostante quello che dicevano le previsioni, lei aveva libertà di aggirare quelle previsioni. È proprio questo il problema, capisci? Per ciascuno di noi c’è una durata naturale della vita, ma…»

«Allora perché io sono qui?» domandai. «Il mio incidente è avvenuto proprio in corrispondenza della durata naturale della mia vita?»

«Forse sì e forse no» rispose. «In ogni caso, tu non eri responsabile della tua morte. Ann, invece, è stata responsabile della propria. Il suicidio è una violazione della legge perché impedisce all’anima di affrontare la vita che le è assegnata per purificarsi.»

Albert era scosso. Mosse la testa in segno di negazione.



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