Art Power by Boris Groys

Art Power by Boris Groys

autore:Boris Groys [Groys, Boris]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2014-07-07T04:00:00+00:00


Autorialità multipla

Forse non esiste la morte così come la conosciamo.

Sono solo carte che passano di mano

Don DeLillo, White Noise

La funzione sociale dell’esposizione è rimasta a lungo la stessa: l’artista produceva opere che venivano poi selezionate ed esposte dal curatore della mostra, oppure rifiutate. L’artista era considerato un autore autonomo. Il curatore, invece, era qualcuno che mediava tra autore e pubblico, senza però essere un autore. I rispettivi ruoli di artista e curatore erano così ben distinti: l’artista si occupava della creazione, il curatore della selezione. Il curatore poteva solo scegliere dal magazzino di opere già prodotte dai diversi artisti. Questo significava che la creazione era ritenuta primaria e la selezione secondaria. Di conseguenza, l’inevitabile conflitto tra artista e curatore era considerato e trattato come un conflitto tra autorialità e mediazione, tra individuo e istituzione, tra primario e secondario. Quel periodo si è definitivamente concluso. La relazione tra artista e curatore è cambiata radicalmente. Sebbene questo cambiamento non abbia risolto i vecchi conflitti, questi hanno assunto una forma totalmente diversa.

La spiegazione del perché la situazione sia cambiata è semplice: oggi l’arte viene definita in base a un’identità tra creazione e selezione. Almeno a partire da Duchamp, la selezione di un’opera ha coinciso con la creazione di un’opera. Questo ovviamente non significa che da quel momento in poi tutta l’arte sia diventata ready-made. Significa che l’atto creativo è diventato l’atto della selezione: da quel momento, produrre un oggetto non è più sufficiente a considerare chi l'ha prodotto un artista. Occorre anche selezionare l’oggetto creato e affermare che sia un’opera d’arte. Quindi, a partire da Duchamp, non c’è più differenza tra un oggetto creato con le proprie mani e uno prodotto da altri, entrambi devono essere selezionati per essere considerati arte. Oggi un autore è qualcuno che seleziona, che autorizza. A partire da Duchamp, l’autore è diventato un curatore. L’artista è innanzitutto il curatore di se stesso, perché seleziona la propria arte e seleziona anche altro: altri oggetti, altri artisti. Almeno sin dagli anni Sessanta, gli artisti hanno creato installazioni per mostrare le proprie pratiche di selezione. Le installazioni, tuttavia, non sono altro che mostre curata dagli artisti, dove oggetti realizzati da altri possono -e sono - rappresentati così come gli oggetti realizzati dall’artista stesso. Di conseguenza, i curatori sono liberi dall’obbligo di esporre solo gli oggetti pre-selezionati dagli artisti. I curatori oggi si sentono liberi di combinare oggetti d’arte selezionati e firmati dagli artisti con oggetti presi direttamente dalla “vita”. In breve, una volta stabilita l’identità tra creazione e selezione, anche i ruoli di artista e curatore sono diventati identici. In genere, si distingue ancora tra la mostra (curata) e l’installazione (artistica), ma è essenzialmente datata.

Bisogna quindi riformulare la vecchia domanda: cos’è un’opera d’arte? La risposta che le pratiche artistiche contemporanee offrono in merito a questo argomento è semplice: l’opera d’arte è un oggetto esposto. L’oggetto non esposto non è un’opera d’arte, ma solo un oggetto che potrebbe potenzialmente essere esposto come opera d’arte. Non a caso oggi si parla d’arte come di “arte contemporanea”.



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