Basta un caffè per essere felici by Toshikazu Kawaguchi

Basta un caffè per essere felici by Toshikazu Kawaguchi

autore:Toshikazu Kawaguchi [Kawaguchi, Toshikazu]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Garzanti
pubblicato: 2020-12-09T23:00:00+00:00


3.

GLI INNAMORATI

Un uomo del passato era seduto su quella sedia.

In questa caffetteria non si poteva solo tornare indietro nel tempo, ma anche viaggiare nel futuro. Tuttavia, in confronto al numero di persone che scelgono di tornare nel passato, quasi nessuno decide di avventurarsi nel futuro. La ragione? Be’, se è vero che si può tornare nel passato con l’intento di arrivare in un momento preciso in cui la persona che si vuole incontrare si trova nella caffetteria, non si può fare altrettanto quando si viaggia nel futuro. E𝔟𝔬𝔬k 𝔯𝔲𝔟𝔞𝔱o 𝔞 𝔢𝔲𝔯𝔢k𝔞dd𝔩. È difficile avere la sicurezza di incontrare una certa persona in un certo posto a una certa ora del futuro.

Ad esempio, anche se si decide una data precisa, quel giorno può capitare ogni genere di inconveniente e ostacolare l’arrivo in orario della persona desiderata. I treni possono fare ritardo; può sopraggiungere un impegno urgente sul lavoro; una strada può essere chiusa; può arrivare un tifone; la persona potrebbe ammalarsi proprio quel giorno: nessuno sa quali ostacoli siano in agguato. Perciò le possibilità di riuscire a incontrare nel futuro la persona che si desidera sono estremamente basse.

Eppure, nella caffetteria quel giorno c’era un uomo venuto dal passato. Si chiamava Katsuki Kurata. Era in bermuda e maglietta con sandali da spiaggia ai piedi. La caffetteria, invece, era decorata con un gigantesco albero di Natale che toccava quasi il soffitto. Troneggiava al centro di un localino da nove clienti al massimo, e per sistemarlo in quel punto avevano addirittura dovuto togliere un tavolo. L’abete finto era stato comprato poco prima di morire da Kei, la moglie di Nagare Tokita, come pegno d’amore per la sua adorata figlia Miki (voleva lasciarle qualcosa da decorare ogni anno).

Era il 25 dicembre, il giorno di Natale.

«Non ha freddo, vestito così?» gli chiese Kyoko Kijima, seduta al bancone accanto a Miki. Era preoccupata e insieme divertita da quell’abbigliamento così poco adatto alla stagione invernale.

«Per caso vuole una coperta?» propose Nagare affacciandosi alla porta della cucina, ma Kurata rispose con un rapido cenno della mano.

«Sto bene, grazie, non sento freddo. Invece, potrei avere un bicchiere d’acqua, per favore?»

«Arriva subito», rispose Kazu Tokita da dietro il bancone. Mentre parlava, si girò, prese un bicchiere dallo scaffale, lo riempì d’acqua e raggiunse in fretta Kurata.

«Grazie», disse lui, scolandosi il bicchiere d’un sorso.

«Finito!» esclamò con gli occhi scintillanti Miki, tenendo la penna in mano. Seduta al bancone accanto a Kyoko, aveva appena terminato di scrivere un desiderio su un foglio piegato in due chiamato tanzaku.

Mentre Miki agitava in aria il foglio, Kyoko chiese, cercando di sbirciare: «Qual è il tuo desiderio, stavolta?».

«Vorrei che i piedi di papà smettessero di puzzare», lesse con entusiasmo Miki. Trovandolo terribilmente divertente, Kyoko si lasciò sfuggire un suono simile a una pernacchia. Ridendo anche lei, Miki saltò giù dallo sgabello e andò ad appendere il suo tanzaku all’albero insieme alle altre decorazioni. Era una data insolita per scrivere un tanzaku, normalmente la gente li scriveva il 7 luglio, in occasione di Tanabata, la festa delle stelle innamorate.



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