Bay City by Richard K. Morgan

Bay City by Richard K. Morgan

autore:Richard K. Morgan
La lingua: ita
Format: mobi, epub
pubblicato: 2015-10-16T22:00:00+00:00


21

«Sa qualcosa del sinamorfosterone?»

«Ne ho sentito parlare.» Ortega scavò nella sabbia con la punta di uno stivale. La sabbia era ancora umida dopo che la marea si era ritirata e le nostre impronte restavano impresse con molta nettezza. La curva della spiaggia era deserta in entrambe le direzioni. Eravamo soli, a parte i gabbiani che volavano alti in formazioni geometriche.

«Visto che dobbiamo aspettare, mi può dire qualcosa in più?»

«Una droga da harem.» Davanti alla mia espressione perplessa, Ortega gonfiò le guance, spazientita. Aveva l’aria di non avere dormito bene.

«Io non sono di qui.»

«Mi ha detto di essere stato su Sharya.»

«Sì, come militare. Non c’era molto tempo per lo studio della cultura locale. Eravamo troppo occupati a uccidere.» Non era poi così vero. Dopo il sacco di Zihicce, gli Spedi erano stati assegnati alla costruzione di un regime sottomesso al Protettorato. I piantagrane venivano sradicati, le cellule di resistenza infiltrate e poi schiacciate, i collaboratori inseriti nelle strutture politiche. Nel corso del processo avevamo imparato parecchio sulla cultura locale.

Io avevo chiesto il trasferimento anticipato.

Ortega si schermò gli occhi e scrutò la sabbia nelle due direzioni. Niente si muoveva. Sospirò.

«È un potenziatore di risposte maschili. Aumenta l’aggressività, le prestazioni sessuali, il senso di sicurezza. Nelle strade del Medio Oriente e in Europa lo chiamano Stallone, a sud Toro. Qui non ne arriva molto. Il clima delle nostre strade è più pacato, cosa di cui sono lieta. Da quel che sento può scatenare comportamenti molto cattivi. Ci si è imbattuto ieri sera?»

«All’incirca.» Erano le stesse cose che avevo appreso dal database dell’Hendrix la sera prima, però in modo più conciso e senza reazioni chimiche. E il comportamento di Curtis rispondeva perfettamente a sintomi ed effetti collaterali. «Se volessi mettere le mani su quella roba, dove potrei procurarmela? Senza dover fare troppi sforzi.»

Ortega mi scoccò un’occhiata tagliente e cominciò a risalire la spiaggia, verso la sabbia più asciutta.

«Gliel’ho detto, qui non ne circola molta», rispose, a ritmo coi passi laboriosi, pesanti. «Dovrebbe chiedere in giro. Sentire qualcuno che non abbia solo contatti locali. Oppure farselo sintetizzare qui. Però non so. Se si rivolgesse a progettisti di ormoni probabilmente spenderebbe più che se lo comprasse a sud.»

Si fermò in cima a una duna e si guardò attorno. «Dove diavolo è?»

«Forse non verrà», suggerii imbronciato. Nemmeno io avevo dormito troppo bene. Dopo la partenza di Rodrigo Bautista, avevo trascorso quasi tutto il resto della serata a riflettere sulle tessere ribelli e frastagliate del puzzle Bancroft e a lottare con la voglia di fumare. Mi pareva che la testa avesse appena toccato il cuscino quando l’Hendrix mi aveva svegliato per passarmi la telefonata di Ortega. Era ancora oscenamente presto.

«Verrà», disse Ortega. «Siamo linkati al suo impianto privato. Probabilmente la chiamata viene rallentata dai filtri di sicurezza. Siamo qui solo da una decina di secondi di tempo reale.»

Rabbrividii nel vento freddo dal mare e non parlai. In alto, i gabbiani ripeterono la loro geometria. Era un virtuale di bassa qualità, non progettato per lunghe permanenze.

«Ha le sigarette?»

Ero seduto



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