Cambio della guardia by Bandello Matteo

Cambio della guardia by Bandello Matteo

autore:Bandello Matteo [Matteo, Bandello]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Grandi Narratori - roma
pubblicato: 1966-11-14T23:00:00+00:00


CAPITOLO VI

Vicenza, mese di novembre

Il lettore ricorderà di aver lasciato Bernardino nel letto di madonna Lucrezia e Ferrante in quello della sua fida fantesca Pasqua. Ricorderà inoltre che la via decimata ai due giovani amanti era preclusa, in quanto l’arrivo improvviso di messer Francesco aveva imbrogliato un bel po’ le acque. Ma come spesso avviene, quel che sul principio si era presentato un disastro, finì poi per rivelarsi cosa piacevolissima. Infatti la sosta dei giovani nelle stanze di madonna e della sua fantesca si protrasse per tre giorni e furono giorni davvero felici, durante i quali baci e carezze, sospiri e languidezze non ebbero sosta di scambio fra le due coppie. Il quarto giorno messer Francesco, visto ogni suo tentativo di avvicinare la moglie andar fallito, aveva pensato bene di salire di nuovo sulla carretta tirata dalla solita mula malandata e tornarsene in campagna. Prima di partire aveva affidato la moglie alla nutrice e questa aveva promesso di fare ottima guardia ai tremila scudi «racchiusi» nel grembo di madonna Lucrezia.

La partenza del padrone di casa comunque rese la libertà sia a Bernardino che a Ferrante i quali si divisero dalle loro rispettive amanti con molte promesse e una montagna di sospiri. Il ritorno a casa del giovane Bernardino non fu però molto tranquillo. Si ebbe rimproveri senza fine dai familiari suoi, in particolare da suo fratello Gregorio il quale lo accusò di essere stato per tre giorni e tre notti presso una baldracca di basso rango. Tale possibilità terrorizzò la madre di Bernardino la quale mise il figlio a pane e acqua. Allora Bernardino mandò a chiamare il fratello e così gli parlò: — Fratello caro, io non sono stato presso quella tale baldracca, ma bensì nel letto di una nobile signora.

— Ma cosa mi vai contando? — rise il fratello.

— Tu, un moccioso nel letto di una nobile dama vicentina.

— È la verità e se lo vuoi ti dirò anche il nome.

— Lo esigo…

— Un momento! Prima dirai a nostra madre che la faccenda della bagascia non è vera e mi farai ridare sia la mia libertà, che il pane e burro al mattino.

— Va bene, dimmi il nome.

— Madonna Lucrezia, moglie di messer Francesco.

A sentire il nome della donna che egli, si parla di Gregorio, aveva vagheggiata invano, il poveretto per poco non venne meno.

— Non è possibile — disse. — Non è possibile…

— È così ti dico e, anzi, le cose sono andate in questo modo.

E il ragazzo raccontò per filo e per segno ciò che il lettore già sa. Ascoltato che ebbe, Gregorio non trovò altro da fare che congratularsi con il fratello minore della sua fortuna. Lo liberò di ogni accusa davanti alla madre, gli fece servire pane e burro al mattino, ma nel suo cuore prese anche la decisione di spedire fuori città il giovane ed intraprendente fringuello. Gregorio non era cattivo, ma geloso, e non poteva sopportare l'idea che il fratello godesse di qualcosa che lui aveva appetito in ogni modo senza riuscire neppure ad assaggiarla.



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