Contaminazione by Unknown

Contaminazione by Unknown

autore:Unknown
La lingua: ita
Format: epub
editore: Solferino
pubblicato: 2022-08-08T00:00:00+00:00


L’enigma del cielo

Il virus aveva bloccato il mondo intero.

A rendere esplicita questa affermazione, fu la decisione di interrompere le partite di calcio, che certamente rappresentano, in particolare del nostro Paese, uno dei segni principali della vitalità sociale. Si decise persino di spostare i Giochi Olimpici programmati per il 2020: l’anno che sarebbe passato alla storia come l’anno del virus. Una identificazione che non avrebbe potuto trovare concorrenti, anche perché tutto ciò che non vi si riferiva non aveva più alcun senso.

Erano vietati gli assembramenti, le riunioni tra più persone, fino a impedire le relazioni di tipo affettivo o familiare: occorreva evitare che una persona si avvicinasse a un’altra. Proprio questo principio poneva fine alla dinamica, che trova fondamento persino biologico, di quel legame che aiuta a vivere, poiché l’uomo singolo è una pura astrazione.

Si è già accennato alla prossemica, a quella disciplina che si occupa delle posizioni assunte dalle persone che si incontrano e si fermano a chiacchierare. La distanza, stabilita in centimetri, si era ampliata e si collocava ora tra uno o due metri. Come conseguenza, non ci si doveva avvicinare all’altro neanche quando si era in casa, per rispettare i divieti imposti dal Covid-19. Una coppia, che viveva il letto matrimoniale, era bene lo occupasse ai limiti di destra e di sinistra e che ciascuno si ponesse in modo da guardare nelle due direzioni opposte. Se non era possibile mantenere le distanze di sicurezza, allora era utile indossare le mascherine per garantire quella lontananza che avrebbe impedito di scambiare con la respirazione le goccioline caricate del virus.

Non si erano interrotte solo le attività sportive, ma anche tutte quelle che si facevano rientrare nell’ambito della cultura. Fu questa l’occasione per accorgersi di quanto frequenti fossero in Italia le conferenze, i convegni scientifici o letterari. Era un segno forse che anche la cultura era stata trasformata in business! Io stesso mi accorsi a quante manifestazioni avrei dovuto rinunciare in nome del virus, poiché nel giro di qualche giorno avvenne la cancellazione di partecipazioni che, vissute separatamente, non mi sarebbero apparse così rilevanti e numerose. Non considero in questa analisi le riunioni aziendali, ma mi accorgo dell’errore, poiché esiste una cultura dell’impresa che richiede continuamente di «essere in riunione». Da questi richiami mi pare emerga chiaramente quanto siano state penalizzate le dinamiche sociali e come tutto ciò che si definisce più tipicamente umano fosse stato rimandato al «dopo virus».

Il virus si era imposto da poco meno di quattro mesi e stava mostrando una grande capacità di resistenza, anche se nel nostro Paese si era dichiarata una lotta decisa per contrastarne il contagio. È questa l’espressione più corretta, poiché già all’epoca era indubitabile che, per sconfiggere il virus, occorresse un vaccino (e in quel momento erano centoventi i gruppi di ricerca impegnati a questo scopo) oppure un farmaco. Ne discende che, con il primo mezzo che impedisce al contagio di trasformarsi in malattia, o con il secondo che lo sconfigge anche se si esprime con sintomi, sarebbe stato possibile far rientrare il virus nelle strategie proprie dell’attività clinica e terapeutica.



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