Daedala tellus by Giacomo Cozzi

Daedala tellus by Giacomo Cozzi

autore:Giacomo Cozzi
La lingua: ita
Format: epub
editore: Mimesis Edizioni
pubblicato: 2022-08-02T00:00:00+00:00


L’anima avanzerà, seguendo il Dioniso mistagogo, forte delle armi poetiche fornite da Apollo, fino ai più profondi recessi del tempio, della Natura, nel Caos94, in una salita, che è un ritorno alla sua scaturigine, fino all’oscurità più profonda, oltre la caligine del Padre, dove ogni possibile determinazione, anche negativa, collassa nella ni-entità95. Un abisso che è esattamente il caos ricettacolo di ogni forma96, “voragine dei primordi, serbatoio buio e caotico di tutto quanto un giorno, prendendo forma, darà vita allo spettacolo del cosmo”97, da cui ci si era avviati dalle sponde elleniche verso quelle cristiane dell’Heptaplus prima del lungo detour teoretico qui intrapreso, e che ha però finalmente riportato al punto da cui si era partiti.

Il Caos che in questo testo si evoca, si diceva, era quello che identifica l’abisso pieno di tutte le forme della Natura, da cui queste sorgono, per azione dell’unione con un principio celeste, o per l’animazione di Amore e del suo moto. Un abisso che a tutti gli effetti racchiude in sé tanto l’orizzonte simbolico-mitologico quanto quello più naturalistico-scientifico, poiché Pico stesso si rivolge in apertura della Prima esposizione a “i filosofi naturalisti che trattano delle cose corruttibili, a proposito del loro principio”, poiché questi pensano che questo sia “una materia grezza priva di forme, ma benché priva per sua natura di forme, capace, d’altronde, di accoglierle tutte quante”98; a questa causa, dice Pico, questi filosofi affiancano un altro elemento che chiamano privazione, che è importante precisare essere diverso da quello della negazione delle forme, poiché esso ha in sé la totalità delle forme, sebbene non manifestamente:

In principio dunque pose due cause: la causa agente e la causa materiale, cioè la potenza e l’atto; chiama quella cielo, questa terra, e questa nostra interpretazione è confermata in primo luogo dall’autorità degli Stoici che chiamarono cielo la causa agente, terra la causa materiale.99



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