DE BIBLIOTECA by Umberto Eco

DE BIBLIOTECA by Umberto Eco

autore:Umberto Eco [Eco, Umberto]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: no cover, italiano, archivio italiano
pubblicato: 1986-11-15T07:10:49+00:00


Questo fa sì che in una biblioteca a misura d'uomo la sala meno frequentata sia poi quella di consultazione. A questo livello non sono neppure più necessarie molte sale di lettura, perché la facilità del prestito, della fotocopia e dell'asportazione dei libri, elimina in gran parte le soste nelle sale di lettura. Oppure funzionano come sale di lettura (per esempio a Yale) la zona di rifocillamento, il bar, lo spazio con le macchinette che scaldano anche i wurstel, dove si può scendere portandosi i libri presi in biblioteca, quindi continuando a lavorare intorno a un tavolo con un caffè e una brioche, anche fumando, esaminando i libri e decidendo se riportarli negli scaffali o chiederli in prestito, senza alcun controllo. A Yale il controllo è fatto all'uscita da un impiegato che, con aria piuttosto distratta, guarda dentro la borsa che si porta fuori; a Toronto c'è la magnetizzazione completa delle coste dei libri e il giovane studente che registra il libro preso a prestito lo passa su una macchinetta gli toglie la magnetizzazione, poi si passa sotto una porta elettronica tipo aeroporto e se qualcuno ha nascosto nel taschino il volume 108 della Patrologia Latina comincia a suonare un campanello e si scopre il furto. Naturalmente c'è il problema, in una biblioteca del genere, dell'estrema mobilità dei volumi e della difficoltà quindi o di trovare il volume che si cerca o quello consultato il giorno prima. In luogo delle sale generali di lettura, ci sono i boxes. Lo studioso chiede un box dove tiene i suoi volumi e dove va a lavorare quando vuole. Tuttavia in alcune di queste biblioteche, quando non si trova il volume che si vuole, si può sapere nel giro di pochi minuti chi è che l'aveva preso a prestito, e rintracciarlo telefonicamente. Questo fa sì che questo tipo di biblioteca abbia pochissimi guardiani e moltissimi impiegati, e ha un tipo di funzionario a metà tra il bibliotecario di concetto e l'inserviente (di solito sono studenti a pieno tempo o a part-time). In una biblioteca in cui tutti circolano e tirano fuori i libri, ci sono continuamente dei libri che rimangono in giro, che non vanno più a posto bene negli scaffali, allora questi studenti girano con dei carrelli enormi e vanno a riportare, ricontrollano che le segnature siano più o meno in ordine (non lo sono mai, questo aumenta l'avventura della ricerca). A Toronto mi è successo di non trovare quasi tutti i volumi della Patrologia del Migne; questa distruzione del concetto di consultazione farebbe impazzire un bibliotecario sensato, ma così è.



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