Dio nella città by Jorge Mario Bergoglio

Dio nella città by Jorge Mario Bergoglio

autore:Jorge Mario Bergoglio [Bergoglio, Jorge Mario]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Chiesa
ISBN: 9788821582974
editore: San Paolo
pubblicato: 2013-03-24T16:00:00+00:00


UNO SGUARDO CHE INCLUDE

SENZA RELATIVIZZARE

Sto forse dicendo che la fede, di per sé, migliora la città? Sì, nel senso che solo la fede ci libera dalle generalizzazioni e astrazioni di uno sguardo illuministico che dà come unico frutto altri illuminismi. La prossimità, il coinvolgimento e il sentire come il fermento faccia crescere la massa portano la fede al desiderio di migliorare ciò che le è proprio, lo specifico cristiano: per poter vedere indivise et inconfuse l’altro, il prossimo, la fede desidera “vedere Gesù”. È uno sguardo che, per includere, limita e chiarifica se stesso.

Se ci situiamo nell’ambito della carità, possiamo dire che questo sguardo ci salva dal dover relativizzare la verità per riuscire a includere.

La città attuale è relativista: tutto va bene, e magari cadiamo anche nella tentazione di ritenere che, per non discriminare e includere tutti, sentiamo come necessaria la relativizzazione della verità. Non è così. Il nostro Dio, che vive nella città e si coinvolge nella sua vita quotidiana, non discrimina né relativizza. La sua verità è quella dell’incontro che scopre dei volti, e ogni volto è unico. Includere persone con un volto e un nome propri non comporta la relativizzazione dei valori, né la giustificazione di antivalori; piuttosto, il fatto di non discriminare e di non relativizzare implica la forza di accompagnare dei processi e la pazienza del fermento che aiuta a crescere. La verità di colui che accompagna è quella di mostrare sentieri in avanti, più che giudicare le chiusure del passato. Lo sguardo dell’amore non discrimina né relativizza, perché è misericordioso. La misericordia crea la vicinanza più grande, che è quella dei volti, e visto che intende aiutare davvero, cerca la verità che fa più male – quella del peccato –, ma per trovare il vero rimedio. Questo sguardo è personale e comunitario. Si traduce in ordine del giorno, segna tempi più lenti di quelli delle cose (accostarsi a un malato richiede tempo) e genera strutture accoglienti e non escludenti, cosa che richiede anch’essa del tempo.

Lo sguardo dell’amore non discrimina né relativizza, perché è creativo. L’amore gratuito è fermento che dà slancio a tutto ciò che è buono e lo migliora, trasformando il male in bene, i problemi in opportunità. Il pastore che guarda con sguardo di agape scopre le potenzialità che sono attive nella città ed empatizza con esse, facendole fermentare con il vangelo.

Queste tre proprietà dello sguardo e dell’agire del pastore non sono frutto di una pia descrizione, ma di un discernimento che proviene dall’“oggetto” (se ci è permesso dire così, visto che il Signore risorto è molto più di un “oggetto”) che contempliamo e dalla persona che serviamo. Un Dio vivo nel cuore della città richiede di andare a fondo sulle vie di questo sguardo che proponiamo. Non è un guardarsi l’ombelico, pieni di autocompiacimento. La città, come i deserti, produce miraggi. Pur con le migliori intenzioni, è possibile che ci inganniamo. La fede si trova sempre a dover fronteggiare la sfida di superare i miraggi. Ci siamo liberati (alcuni forse fin



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