(I tesori di Scozia 03) Il tesoro scozzese by Gina Conkle

(I tesori di Scozia 03) Il tesoro scozzese by Gina Conkle

autore:Gina Conkle [Conkle, Gina]
La lingua: ita
Format: epub
editore: HarperCollins Italia
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


19

Un sorriso le sfiorò un angolo della bocca. Tenevano il medesimo passo e nessuno dei due rallentò quando lei lo guardò con la coda dell’occhio.

«Cosa vi incuriosisce di più? La visita fuori programma alla manifattura di porcellane, o il fatto che abbia usato il vostro cognome?»

«Entrambe le cose.»

«Alquanto vorace da parte vostra» lo schernì lei, «saccheggiare i miei segreti.»

«Oggi è una giornata completamente venale, come impostazione.»

«A beneficio di chi?»

Le rivolse un sorriso ferino. «Mio, ovviamente.»

«E non possiamo certo negarvi la vostra giusta ricompensa, vero?»

Pronunciò quelle parole con il respiro leggermente affrettato. Mr. West sorrise compiaciuto.

«Ahimè, le regole del mare prevalgono, Miss Fletcher. Il primo che rivendica la sua pretesa, vince.»

«Chiaramente ho bisogno di migliorare le mie abilità piratesche. Mi rendo conto che sono finita in acque troppo profonde.»

La risata di lui fu ricca e adorabile. «Al contrario, siete molto brava.»

L’entusiasmo li portò verso l’ingresso dei giardini, i fianchi praticamente incollati. Si sarebbe potuto pensare che avessero fretta perché, appena entrati nei giardini, si sarebbero baciati. L’aria era frizzante, ogni pollice di lei era elettrizzato. La terra soffice cedeva sotto i loro piedi mentre si avvicinavano al cancello di ferro battuto. Lei gli afferrò i lembi del pastrano e si premette contro il suo calore.

«Come festeggerete la vittoria?»

Gli occhi di Mr. West sembravano frammenti lucidati di vetro verde-azzurro. «Non festeggerò. Non sono io il vincitore qui.»

«Come mai?»

«Mi avete reclamato quando avete rubato il mio nome.»

Eccola, altra ebbrezza inebriante la colmò. Una brezza le spinse i capelli contro la guancia, ricordandole che non era più leggera dell’aria. Le ciocche le solleticarono la pelle, proprio come la voce baritonale di lui. Aveva recitato la parte con noncuranza, quando lei aveva dichiarato di essere sua moglie. Si sarebbe potuto dire che quella messinscena fosse stata divertente.

«Non l’ho rubato. L’ho preso in prestito temporaneamente.»

«In mare lo definiremmo un gesto di pirateria.»

«Ma siamo a terra.»

«Ottima osservazione.» Chiuse una mano sulla sua e si portò le loro mani alle labbra. «Per questo dirò che siete una sirena.»

«Donne pericolose, le sirene.»

Mary stentava a riconoscere la creatura sensuale che era diventata. Le labbra socchiuse, i seni protesi, le gambe aggrovigliate con quelle di lui mentre si appoggiavano al cancello.

Andando avanti così, si sarebbero scambiati un bacio appassionato nel villaggio all’interno dei giardini, dove qualunque passante avrebbe potuto vederli.

«Un uomo deve stare in guardia, altrimenti rischia di cadere preda del loro fascino.» Mr. West era tanto preso quanto lei, intento a deporre baci leggeri come piume sulla pelle chiara sotto il polso. «Un fatto interessante: le sirene sono molto indaffarate nel mese di agosto.»

I suoi occhi brillavano, intelligenti. Mary si impose di non reagire, di restare completamente immobile, ma anche quello fu un segnale per l’osservazione attenta di Mr. West. Accidenti a quell’uomo. Mr. West prestava attenzione a ogni minimo particolare che la riguardasse. Aveva collegato il fatto che lei avesse forgiato una chiave nel suo cantiere con la decisione della contessa di vendere la sua attività con urgenza. Entrambi gli eventi avevano avuto luogo in agosto.

«Non avete niente da dire?» le chiese.



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