icerbox Montanelli Rovere by Unknown

icerbox Montanelli Rovere by Unknown

autore:Unknown
Format: epub


«Allora, caro generale, come andiamo?» fece Müller indicandogli una sedia davanti al suo tavolo.

«Male, caro colonnello!... Se avessi saputo che a San Vittore si stava così male, non avrei mai accettato... Posso?» Prese una sigaretta da un pacchetto del colonnello, che col gesto lo invitò a metterselo in tasca e gli porse un fiammifero acceso. «Ai miei tempi si stava meglio... C’è quel maresciallo... Un vero bruto!...»

«Si è molto lagnato con me della sua indisciplina.»

«Indisciplina!?... Ah, lui chiama indisciplina la mia perfetta conoscenza del regolamento, che lui invece...»

«È ben questo che lo sorprende. Un generale non conosce a memoria il regolamento carcerario. E il maresciallo, ch’è meno stupido di quanto sembri, me lo ha fatto notare. Eppoi... a quanto pare, lei parla un po’ troppo delle sue amicizie coi generali tedeschi e si lascia andare a considerazioni di alta strategia...»

«Be’, credo di aver detto soltanto delle cose di buon senso...»

«Eh, già!... Un generale col buon senso...» Lo guardò sorridendo. Poi, tratta da una scansia una bottiglia e due bicchierini, cambiò tono.

«Ma non è per dirle questo che l’ho fatta chiamare. Il premio della libertà che le ho promesso potrebb’essere molto vicino per lei, con qualche eventuale arrotondamento... Questo è cognac francese autentico... Prenda anche quei tre pacchetti di sigarette...»

«Grazie, colonnello... Diceva, dunque...?»

«Dicevo... Cosa dicevo?... Ah, sì!... Ieri notte, come forse lei saprà, sono giunti a San Vittore sette nuovi inquilini...»

«Lo so.»

«Me l’immaginavo. Isolati, ma al corrente di tutto... Sa anche che fra di loro c’è Fabrizio?»

«E chi è Fabrizio?»

«Ah già, dimenticavo che lei non è il generale Della Rovere. Ma lo fa talmente bene che quasi quasi... Be’, insomma, Fabrizio è uno dei più grossi capi della Resistenza, forse il più grosso: quello con cui lei, cioè il generale Della Rovere, avrebbe dovuto abboccarsi quando sbarcò...»

«Bella seccatura!... E se ora mi riconosce?... Cioè se non mi riconosce?»

«Niente paura. Fabrizio e Della Rovere non si erano mai visti. È solo in carcere che s’incontrano. O per meglio dire: è solo in carcere che Fabrizio vede per la prima volta Della Rovere. Il quale a sua volta dovrà vedere Fabrizio, cioè capire chi, dei sette, è lui. Perché noi non lo sappiamo. Sta a lei scoprirlo.»

«A me!?»

«A lei.»

«E come faccio?»

«Nella maniera più semplice: non facendo nulla, cioè facendo sempre di più il generale Della Rovere. O prima o poi, vedrà che si farà vivo lui.»

Il generale accese una seconda sigaretta col mozzicone della prima.

«Scusi, colonnello» fece con aria perplessa, «ma non capisco bene. Lei non sa chi è Fabrizio, ma sa che è uno di quei sette. Come faccia a saperlo, lo ignoro, ma...»

«È molto semplice. Le radio clandestine hanno annunciato un certo giorno la sua cattura. Noi possediamo la cifra dei messaggi e abbiamo appurato che quel giorno erano state fermate sette persone sospette... È chiaro?»

«Chiarissimo. Ma a me risulta che voi tedeschi avete i mezzi per farli cantare tutti e sette.»

«Meno Fabrizio. Prima di tutto perché nessuno canta quando sa che il canto gli costerebbe la pelle. Eppoi perché, a quanto ci risulta, si tratta di un uomo con cui è difficile scendere a patti.



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