icerbox Ervas mare by Unknown

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autore:Unknown
Format: epub


42

MESTRE

Il circolo Canottieri guarda in faccia la laguna.

La Bertelli lo conosceva alla perfezione.

Certe sere le volanti pattugliavano i dintorni e si infilavano lungo quel budello di stradina, tra un parco di alberi nani e un canale di acque melmose. I poliziotti fantasticavano sui flussi misteriosi che attraversavano quell’insieme caotico e sconnesso di vecchi edifici, cataste di legnami, piccole gru, imbarcaderi traballanti con merci che arrivavano o partivano per Venezia.

I fari di una macchina ammiccarono, indicando un punto dove fermarsi.

«Guarda che il bar chiude alle venti» disse la Bertelli, e si avvicinò all’altra donna, che stava sincerandosi d’aver chiuso la macchina. «Cioè fra dieci minuti» aggiunse.

«Non sono fiscali. Si può stare tranquilli ancora per un po’».

Il barista lanciò uno sguardo alle nuove arrivate, le uniche donne di fine serata.

I clienti erano muscolosi marinai avvezzi al kayak e alla voga alla veneta.

La Bertelli apprezzò un paio di barbe hipster su testa rasata, santoni della vela o del remo.

Si accomodarono su una lunga panca addossata al muro.

«Birra» disse la morettina.

«Due birre» ordinò la Bertelli.

«Piccole?» chiese prudentemente il barista.

«Perché, le sembriamo piccole?» replicò la morettina.

«Ti piacciono questi posti da maschi?»

«A me sì» rispose Emma, stringendo i bordi della panca tra le dita. «E a te?»

«Anche».

«Bene».

Rimasero in silenzio, guardando il barista che spinava la birra.

«Ho sentito che adesso spari molto bene. Hai imparato in fretta».

«Avevo bisogno di ritrovare il ritmo giusto».

«Sparare bene è un istinto; non si perdono, gli istinti».

Emma sollevò il capo. Le labbra parvero riempirsi.

«Infatti. Era sopito ed è ricomparso».

«Te ne stavi al poligono aspettando che qualcuno abboccasse?»

«Non la metterei così».

«È così che rimorchi?»

«Alle volte» disse la morettina senza scomporsi.

La birra stava arrivando.

«Da dove vieni?» mormorò la Bertelli.

«Adesso sono in vacanza».

«E prima?»

«Esercito. Iraq».

Luana sollevò il boccale di birra, fissandola.

«Sei un soldato…»

«Ti allenano a sentire cosa accade attorno a te. Occhi aperti o chiusi. Mente sempre aperta. Per questo sapevo che stasera saresti venuta al poligono».

Luana Bertelli non le credeva.

Non lo disse.

L’Iraq rimane un posto serio.

«Stai lavorando a un caso?» chiese la morettina.

«Lavoro sempre a dei casi» rispose la Bertelli.

«Sì, ma qualcosa di intrigante?»

«Cosa vuoi dire?»

«Una brutta morte».

«Perché? Conosci delle belle morti?»

La Bertelli aspettò la notte a Marghera, si scolò altre due birre al banco del bar che si affaccia su piazza del Mercato, ascoltò qualche discorso, c’era sempre un Tixemato che imprecava, miscele vocali dell’Est, una bella donna su cui indugiare con lo sguardo, immaginando che spingesse il capo all’indietro offrendo un collo bianco e morbido, colmo di risate.

Finì per sedersi sui gradini della chiesa, accanto a un uomo che pareva morto nel giorno dei morti.



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