icerbox Giardi DNA by Unknown

icerbox Giardi DNA by Unknown

autore:Unknown
Format: epub


Le prime parole che Estela ascoltò, appena tornò in uno stato di semicoscienza, furono quelle che il direttore Kowalski stava rivolgendo a padre Carlo.

«Lei è fortunato, sa?»

«Perché mai?» domandò padre Carlo.

«Perché queste coordinate le stanno offrendo un’opportunità. A quanto pare indicano un luogo che lei conosce molto bene.»

«Cosa intende dire?»

«Sto parlando di Pula.»

«Gli Shardana!» esclamò padre Carlo.

«Esatto! Lei è stato più volte sul posto, è uno dei principali studiosi del popolo degli Shardana e dei loro misteri. Ci sarà utile. Si vada a preparare, partiamo immediatamente.»

«Cosa ne sarà di loro? Che cosa avete iniettato a questi poveri ragazzi?» chiese padre Carlo.

«Un sonnifero molto leggero. Non si preoccupi. Mi preoccuperei più della sua sorte, se fossi in lei.»

«Non mi interessa nulla della mia vita.»

«Forse… ma di sicuro è interessato, come noi, a scoprire cosa ci aspetta. Si consideri un privilegiato.»

Quando padre Carlo uscì dalla stanza, Kowalski si avvicinò al lettino dove era distesa Estela.

«Leggo nei suoi occhi una certa agitazione. Mi sente ma non può muoversi, vero?»

In effetti Estela si sentiva molto debole e pesante; provò a muoversi ma il corpo non rispondeva alla sua volontà: era paralizzata.

«Le abbiamo iniettato un siero speciale. Non penserà davvero che sia solo un sonnifero… Sarà indolore, come addormentarsi in un lungo sonno. Non potevamo permettere che certe informazioni uscissero di qui, e lei e il suo amico, a differenza di padre Carlo, non ci siete più utili. Tenervi prigionieri sarebbe crudele, non crede? Ma voglio farle un regalo. Credo sia giusto almeno che sappia cosa ci ha rivelato la sua mente.»

Estela avrebbe voluto parlare, gridare, ma per quanti sforzi facesse, riusciva a emettere solo una serie di suoni incomprensibili. Stava vivendo qualcosa che conosceva, in cui si era già imbattuta in occasione di una delle sue ricerche all’università. Le sensazioni che stava provando sulla sua pelle le ricordavano i sintomi della paralisi ipnagogica o paralisi nel sonno, un fenomeno che per la sensazione di angoscia prodotta è chiamato da alcuni medici con l’appellativo inquietante di Nde (Near Death Experience, «esperienza ai confini della morte»). Si tratta di un meccanismo cerebrale, di breve durata, che durante il sonno o il dormiveglia impedisce di compiere movimenti inconsulti legati al sogno in corso; nonostante il soggetto sia cosciente, i principali muscoli del corpo non rispondono agli stimoli ed è possibile muovere solo occhi e lingua.

«Non si agiti. Non serve a nulla» continuò Kowalski. «Le coordinate che ci ha svelato indicano un luogo preciso che già da tempo stavamo monitorando. Evidentemente le nostre ricerche erano indirizzate nella giusta direzione. Se può consolarla, lei è un soggetto speciale. C’era molto di più nella sua mente di quanto ci aspettassimo: abbiamo trovato anche una data, il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate. Grazie a lei, sappiamo dove andare e quando andarci. Siamo anche fortunati perché la data è domani. Ora devo salutarla, siamo diretti in una bella località balneare. Lei è mai stata in Sardegna?»

Sogghignando, il direttore guadagnò l’uscita.

Poi, una figura si avvicinò minacciosa e le sussurrò qualcosa all’orecchio, in modo crudele: «Si riposi».



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