icerbox Luzzi calcio by Unknown

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autore:Unknown
Format: epub


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Cavalcata mondiale

I Campionati del mondo di calcio si giocarono per la prima volta in Uruguay nel mese di luglio del 1930. A dare vita alla manifestazione che ha reso universale il gioco del pallone fu il francese Jules Rimet, allora presidente della Federazione internazionale, che riuscì a spuntarla dopo anni di tentativi, e dunque giustamente il trofeo originario (una coppa foggiata con una vittoria alata in oro massiccio di trenta centimetri di altezza per 1800 grammi di peso), fu intitolato a suo nome.

Il primo Paese a fregiarsene fu proprio l’Uruguay, la cui squadra detta “la Celeste” era sicuramente la più forte, vincitrice di tre Olimpiadi e quindi campione del mondo davanti ad Argentina, Jugoslavia e Stati Uniti.

L’Italia, al pari della maggioranza delle grandi Nazionali europee, non partecipò alla prima edizione, ma si rifece abbondantemente nelle due successive, che vinse alla grande.

Proprio nell’edizione dei Mondiali disputati a Roma nel 1934, iniziava per l’Italia del calcio, irreggimentata dal fascismo, con Vittorio Pozzo in panchina, la leggenda azzurra della Nazionale in cui allora faceva spicco, tra i tanti campioni, soprattutto un grande Meazza.

L’Italia si mise alle spalle la Cecoslovacchia, la Germania e l’Australia che si classificarono nell’ordine, mentre quattro anni dopo, nel 1938, in terra francese dilaniata da contrasti politici violenti, gli Azzurri con meno cuore ma con più tecnica individuale e di squadra si confermarono i migliori del mondo mettendo in evidenza un eccezionale bomber come Piola.

Gli azzurri di Pozzo, salutando romanamente all’ingresso in campo come il regime fascista imponeva, misero in fila l’Ungheria, il Brasile e la Svezia.

Poi ci fu la guerra, la chiamata al fronte, i bombardamenti, le tante giovani vite spezzate, le invasioni, i morti, l’immenso dolore, la caduta del fascismo, la Repubblica di Salò, i partigiani, la morte di Mussolini, gli americani, il boogie-woogie e finalmente il ritorno del calcio.

Il primo Mondiale del dopoguerra si chiamava ancora Coppa del mondo Jules Rimet e si giocò nel 1950 in Brasile, dove si verificò una clamorosa sorpresa con la sconfitta della favoritissima squadra di casa a opera dell’Uruguay: i gol di Schiaffino e Ghiggia provocarono il primo suicidio calcistico della storia tra i tifosi brasiliani. Dopo la tragedia di Superga, invece, gli italiani avevano guardato con stupore alla loro Nazionale affrontare la lunga trasferta in transatlantico con gli Azzurri che si allenavano tra i viaggiatori sul ponte della nave, facendo strage di palloni, la maggior parte dei quali finirono nell’oceano. Una trasferta pazzesca, dovuta al timore di viaggiare in aereo. Le colpe ricaddero tutte sul dirigente Ferruccio Nava, anche per la nostra precoce eliminazione.

Il Mondiale del 1954 si giocò in Svizzera e fece sgranare gli occhi degli appassionati sull’Ungheria e i suoi fuoriclasse eccezionali, quali Puskás, Hidegkuti, Kocsis, Czibor e altri campioni che erano stati capaci di espugnare lo stadio londinese di Wembley nel 1953: prima squadra non britannica a riuscirvi.

Gli ungheresi giocarono alla grande fin quando arrivarono in finale e si trovarono di fronte la Germania Ovest. I tedeschi dal fisico gigantesco sovvertirono il pronostico, rimontarono due gol e misero a segno anche il terzo pallone fissando il risultato sul 3 a 2.



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