Il cerchio dei giganti. Libro I. Dei, demoni e uomini by Alessandro Ciarambino

Il cerchio dei giganti. Libro I. Dei, demoni e uomini by Alessandro Ciarambino

autore:Alessandro Ciarambino
La lingua: ita
Format: azw3, epub
pubblicato: 2016-12-11T16:00:00+00:00


CAPITOLO XI

Everanil.

Immensa e potente.

La mattina dopo partirono di buon ora.

Era intenzione di McKnee giungere ad Everanil in mattinata per poter iniziare a mercanteggiare già nel pomeriggio, al gruppo si unirono anche Terence e i suoi servitori che intendevano fermarsi nel villaggio che avrebbero incontrato dirigendosi verso la grande città costiera. Restare ancora in quella locanda sarebbe stato pericoloso.

La mercantessa accettò la loro compagnia senza protestare anche sapendo che poteva essere rischioso viaggiare con dei ricercati, ma la ragazza dai capelli ricci era radiosa all’idea dei suoi prossimi affari e sapeva anche che avrebbero impiegato solo un paio di ore per raggiungere il villaggio e quindi i rischi erano decisamente pochi.

La partenza dalla locanda si svolse in silenzio, coloro che partivano erano indaffarati nel preparare le loro cose e l’oste era felice di vedere andarsene coloro dei quali si era sentito prigioniero.

Vicina alla stalla, immobile e con il viso rigato dalle lacrime la giovane figlia del locandiere guardava partire quei particolari avventori. I grandi occhi scuri della ragazza fissavano tristi Neville, lo spadaccino bello e coraggioso che aveva rapito il suo cuore di piccola donna, erano occhi lucidi dal pianto disperato che solo l’amore può far provare. La ragazza era lì da sola, a piangere per la partenza di un uomo che non avrebbe mai saputo il suo nome.

Da sola, con le sue lacrime sul viso, lacrime calde che quasi nessuno notava in quel momento.

Quasi.

Nadenka la stava fissando non vista, già in sella al suo destriero, la bionda assassina vedeva quelle lacrime e ne conosceva il motivo. Gli altri compivano le azioni e lei le osservava non vista, dall’oscurità, come aveva detto Rainar. Rimase a guardare quelle giovani e passionali lacrime a lungo, unica testimone di quel dolore, poi girò il cavallo e di nuovo si occupò di precedere la carovana.

In quelle poche ore di viaggio Terence, Vorbier e Tonef non procedettero al fianco del gruppo, ma rimasero indietro di qualche decina di passi, nel caso di un agguato non volevano coinvolgere anche la carovana di McKnee nei loro problemi.

Il giovane capitano delle guardie sembrava più calmo e sereno quella mattina anche se continuava a rimanere in silenzio, concentrato in pensieri personali.

Pensieri di vendetta, spiegò agli altri Neville, lo spadaccino raccontò loro ciò che Terence gli aveva confidato quando, grazie al vino, era riuscito a parlare del suo dolore. Come aveva detto Vorbier era una triste storia: Terence amava una donna di famiglia nobile ed era ricambiato, ma uno dei potenti nobili di Everanil era a sua volta interessato alla ragazza che portava in dote molti possedimenti, il capitano delle guardie e la sua donna provarono a fuggire dalla città, ma il loro nemico gli preparò un agguato con l’intento di uccidere Terence. Fu, invece, colpita la ragazza. La potenza di quel nobile gli consentì non solo di non essere accusato dell’omicidio della donna, ma perfino di far ricadere la colpa proprio su Terence; il capitano delle guardie era in quel momento ricercato e il suo onore distrutto quanto la sua vita.



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