Il quaderno rosso by Michel Bussi

Il quaderno rosso by Michel Bussi

autore:Michel Bussi
La lingua: ita
Format: azw3, mobi, epub
Tags: Crime, Noir, Mystery & Detective, General, Fiction
ISBN: 9788866329923
editore: E/O Edizioni
pubblicato: 2018-05-07T22:00:00+00:00


40.

Ore 7.04

“Grazie”.

Quell’unica parola appena pronunciata, sussurrata senza fiato, si ripeteva all’infinito nel subconscio di Jourdain Blanc-Martin. Quando aveva acceso il computer, esattamente alle sette del mattino, al posto della solita fotografia del Marité al largo della penisola di Port-de-Bouc era apparso sullo schermo il volto di sua madre. Ci aveva messo qualche secondo a capire, poi si era ricordato di averlo programmato lui stesso da alcuni mesi, per non dimenticare la data.

Dieci anni prima, giorno dopo giorno, la madre si era spenta fra le sue braccia nel grande letto della casa di Sausset-les-Pins, in avenue de la Côte-Bleue, di fronte all’arcipelago delle Frioul. Tranquillamente. Serenamente. Come una piccola stella che la mattina sparisce per lasciare il posto al giorno. Forse più felice di quanto fosse mai stata.

«Grazie» aveva mormorato prima di chiudere gli occhi e abbandonarsi al buio.

«Grazie, Jordy».

Erano state le ultime parole della madre, pensò Blanc-Martin. Era stata anche l’ultima volta che un essere umano l’aveva chiamato col suo vero nome.

Jordy.

Da quando la madre era scomparsa tutti lo chiamavano Jourdain: la moglie, il figlio, i seicento dipendenti e i quindici membri del consiglio d’amministrazione.

Blanc-Martin spedì per la terza volta l’istruzione alla segretaria: ricordarsi di mandare una corona di fiori al cimitero di Saint-Roch e un’altra alla chiesa di Saint-Cézaire dove alle undici sarebbe stata celebrata la messa.

Per quanto rovistasse a fondo nella memoria conservava pochi ricordi della sua giovinezza con la madre, giusto qualche immagine e i rumori delle manifestazioni a cui lei lo trascinava sulla Canebière, marmocchio alto un soldo di cacio, sotto il vessillo della CGT9. Annette Blanc era una militante battagliera, una pasionaria portata dal mistral della contestazione sociale. Una rossa! Tanto era rossa lei quanto era incolore il padre, Bernard Martin. Neutro. Apolitico. Astensionista. Militante di niente e nichilista in tutto dopo che erano stati chiusi i cantieri navali di Port-de-Bouc. Jordy era cresciuto incastrato tra il mare e gli edifici di Les Aigues Douces, aveva frequentato la scuola Victor-Hugo e il ginnasio Frédéric-Mistral. Quando c’erano i colloqui genitori-insegnanti, a cui andava solo la madre, ma per protestare, lui era l’alunno di cui nessuno si ricordava mai, «Jordy? Jordy come? Jordy Martin? Aspetti...», quello di cui il professore commentava i voti, abbastanza buoni, senza avere idea del suono della sua voce.

Jourdain rimase vari secondi a fissare il ritratto della madre, poi si decise ad aprire il file di testo. Villa La Lavéra era immersa nel silenzio. Aveva ancora un po’ di tempo prima che Safietou servisse la colazione, se si concentrava gli sarebbe bastato per gettare le basi del discorso che doveva pronunciare il giorno dopo all’apertura del convegno di Frontex al Palais du Pharo. Per acquistarsi una verginità l’agenzia europea aveva adottato la rischiosa strategia di affidare l’introduzione del simposio alle associazioni.

Carta bianca.

Blanc-Martin non li avrebbe delusi...

Tuttavia prima di cominciare a digitare sulla tastiera si distrasse qualche secondo, rivolse uno sguardo voglioso alla piscina, poi alla terrazza di teak e al panorama del porto. A Jourdain piaceva paragonare la rada di Port-de-Bouc alle mandibole di una belva.



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