Isabella e Lucrezia, le due cognate: Donne di potere e di corte nell’Italia del Rinascimento by Alessandra Necci

Isabella e Lucrezia, le due cognate: Donne di potere e di corte nell’Italia del Rinascimento by Alessandra Necci

autore:Alessandra Necci
La lingua: ita
Format: mobi
Tags: Europe, Renaissance, Women, Biography & Autobiography, History
ISBN: 9788831741194
editore: Marsilio Editori spa
pubblicato: 2017-03-07T23:00:00+00:00


15.

Sebbene a noi che teniamo principato è concesso fare quello che a privati sarebbe dannato, noi dovremmo essere esenti da tali annotazioni, ma solo per soddisfazione nostra rispondiamo, perché avendo inteso la verità possiate illuminare quelli che non l’hanno saputa discernere.

DA UNA LETTERA DI ISABELLA D’ESTE, ELISABETTA GONZAGA, EMILIA PIO E LA MARCHESA DI COTRONE A VINCENZO CALMETA

È ancora buio all’alba del 1° febbraio, quando Isabella d’Este si sveglia nella camera «della Marchesana» del gran castello ferrarese e si veste alla luce delle torce, indossando un abito di velluto verde chiaro, sopra cui mette un pesante mantello bruno, foderato di argentea pelliccia di lince. Una volta pettinata e ingioiellata, esce insieme al fratellastro don Giulio d’Este (figlio illegittimo di Ercole e di una donzella di Eleonora d’Aragona, Isabella Arduino) e a qualche dama scelta, rabbrividendo nel nebbioso, gelido mattino invernale.

Il piccolo gruppo sale su una barca e si dirige verso Malalbergo, una località nei pressi di Bologna. Come riporta Sarah Bradford: «Il modo di viaggiare più usuale nella regione, la val Padana, era via fiume. All’epoca le città importanti della Lombardia, dell’Emilia e del Veneto erano collegate da una rete di fiumi e canali. Bologna, Modena, Argenta e la maggior parte delle ville degli Este erano raggiungibili per via d’acqua da Ferrara, e il Po era l’arteria di trasporto più importante dell’Italia settentrionale».

Anche Lucrezia, con l’accordo del padre, sta facendo l’ultima parte del viaggio nello stesso modo, su un comodo bucintoro che in certi tratti, se l’acqua è troppo bassa, viene tirato dai cavalli.

L’umidità e la nebbia che salgono dal fiume non dispongono gli animi a pensieri lieti: i protagonisti della giornata provano un senso di aspettativa che in alcuni sfuma in trepida ansia, in altri si tramuta in ferrea determinazione. Con ogni probabilità, ciascuno desidera vedere il prima possibile la fine di quel troppo celebrato e temuto evento.

La barca di Isabella viene ancorata, mentre di fronte a lei si profila quella che conduce la Borgia. Appena i due battelli sono agganciati da una passerella mobile, l’Estense si precipita, con un atteggiamento fintamente sollecito e cordiale, ad accogliere la cognata.

Racconterà poi al marito: «Accostammo le navi e fattoci la riverenza l’una all’altra con allegra furia, io andai nella sua con madonna Laura… Della statura di madonna Lucrezia non scrivo, sapendo che Vostra Signoria l’ha veduta a Roma. L’abito suo era una vesta d’oro tirato con gale di raso cremisi con le maniche della camicia alla castigliana, sopra una sbernia schiappata da un lato di raso morello foderata di zibellino… al collo un vezzo di perle grosse con un balasso pendente forato, con una perla a pera sotto».

Isabella sorride con le labbra, tuttavia gli occhi rimangono freddi e inquisitori mentre squadra da capo a piedi la nuova parente. In siciliano c’è un’espressione che sintetizza questo atteggiamento, e cioè «me la sono scesa tutta», l’ho guardata da cima a fondo. Probabilmente ha capito di trovarsi davanti a un’avversaria da non sottovalutare, ma non immagina che Lucrezia le darà dei punti, quanto a seduzione e capacità di incantare il prossimo.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.