La Pietra dello Spirito by Katharine Kerr

La Pietra dello Spirito by Katharine Kerr

autore:Katharine Kerr [Katharine Kerr]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 0100-12-31T23:00:00+00:00


Ogni sera dopo cena, Salamander intratteneva la grande sala con le sue chiacchiere ed i suoi giochi di destrezza. Gerran si divertiva tanto quanto tutti gli altri. Dietro insistenza del Tieryn Cadryc, durante questi spettacoli restava con i nobili alla tavola d’onore. Quella sera era quindi abbastanza vicino da veder scivolare Salamander. Il gerthddyn stava blaterando come al solito quando si allungò e fece comparire un uovo a mezz’aria – solo per farlo poi cadere. Il suo pubblico rise, pensando che l’avesse fatto di proposito, ma Gerran notò quanto sembrasse preoccupato. Per un attimo Salamander rimase con lo sguardo perso nel vuoto. Sebbene fosse difficile esserne certi alla luce tremolante delle candele, Gerran pensò che sembrava essere impallidito.

«Per gli dei!» Salamander si riprese con un sogghigno stentato. «Le mie scuse, a tutti quanti! Mi sembra di essere stranamente goffo stasera, ed ora ho appena dimenticato cosa stavo dicendo.»

Saltò giù dal tavolo sul quale si stava esibendo. «Se potete scusarmi?» S’inchinò al tieryn ed a Lady Galla, poi si allontanò verso le scale senza un’altra parola.

In un silenzio sbalordito tutti lo guardarono salire le scale in fretta. Alla fine, Cadryc scosse il capo e scrollò le spalle.

«E cos’era mai tutto quello, mi chiedo?» disse. «Sembrava così spaventato che pensavo potesse aver visto un fantasma attraversare la porta.»

«Questa fortezza è troppo recente per avere fantasmi,» disse Galla. «Spero non si stia ammalando.»

Neb scivolò via dalla panca e si alzò in piedi con un mezzo inchino nella sua direzione. «Andrò a vedere, mia signora,» disse, «con il tuo permesso, naturalmente.»

«Ce l’hai,» gli disse Galla, «e anche i miei ringraziamenti.»

Neb tornò dopo un po’ con la notizia che Salamander soffriva di mal di testa.

«Il Consigliere Dallandra mi ha lasciato dei medicinali,» disse Neb a Galla, «così gli ho dato un po’ di corteccia di salice da masticare.»

«Che potrebbe aiutare, certamente,» disse Galla. «Non dirmi che sei un erborista oltre che uno scriba.»

«No, mia signora, non ancora. Ricordi quei libri che lei ha spedito? Uno di essi è un erbario, così lo stavo studiando.»

«Un giovane molto esperto!» Galla gli rivolse un sorriso.

Gerran, invece, aveva la preoccupata sensazione che Neb stesse nascondendo qualcosa relativo alle condizioni di Salamander. Se così era, sospettava che fosse il dweomer, e non il mal di testa, la causa dello strano comportamento del gerthddyn. Più tardi, quella sera, quando la grande sala si stava svuotando, ebbe l’occasione di scambiare una parola in privato con Neb.

«Davvero il gerthddyn ha mal di testa?» gli chiese.

«No,» rispose Neb con un sorrisetto. «Hai occhi buoni, Gerro.»

«Dweomer?»

«Proprio così. Se vuoi te lo spiegherò meglio.»

«Non c’è n’è bisogno, nessun bisogno! Non preoccuparti.»

«Dimmi una cosa. Perché voi combattenti vi agitate così tanto quando si parla di dweomer?»

Visto che era una domanda seria, posta senz’alcun accenno di scherno, Gerran considerò la risposta.

«Non lo so,» disse alla fine. «Ma scommetto che è perché non lo comprendiamo, e non possiamo capirlo, non importa quanto ci proviamo. Non sembra reale, perché non possiamo vederlo o toccarlo, eppure è reale. Come fa un uomo a combattere un nemico che non può neppure vedere? Mi fa rabbrividire, davvero.



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