La strada per Underfall by Mike Jefferies

La strada per Underfall by Mike Jefferies

autore:Mike Jefferies [Jefferies, Mike]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Editrice Nord
pubblicato: 2013-02-11T16:00:00+00:00


CAPITOLO OTTAVO

I CORRIDORI DELLA FRONTIERA

Sino ad allora la strada non aveva presentato grosse difficoltà, i Marciatori di Tombel avevano infatti falciato tutta l'erba e potato i rami degli alberi, ma a mano a mano che si allontanava da Gildersleeves gli alberi cominciavano di nuovo ad ostruire sempre più fitti la strada, formando addirittura in alcuni punti una specie di arcata sopra la testa di Thane. Nuvole bigie oscuravano il sole e il buio accentuava l'umidità di quel pomeriggio primaverile, costringendo Thane a stringersi il mantello sulle spalle. Mulcade e Rockspray volavano silenziosi innanzi a loro, fermandosi spesso a perlustrare i bordi dello stretto sentiero. Esteron aveva spalancato le orecchie, pronto a cogliere anche il più piccolo rumore che potesse far supporre l'esistenza di qualche insidia celata nel sottobosco. Lentamente il pomeriggio volse al termine e Thane cominciò a sentirsi sempre più a disagio. Aveva la sensazione che non fossero soli, lo avvertiva nell'aria, ma qualunque cosa si celasse nel buio, muovendosi con passi felpati ai lati della strada si teneva ben nascosta tra il fogliame e Thane non era in grado di intuirne la forma. Improvvisamente Esteron sembrò rilassarsi e risollevò le orecchie; i gufi fecero ritorno sulla spalla di Thane e presero a lisciarsi le penne con il becco. Mulcade dormì addirittura per un po'. Un'arietta fresca annunciava il sopraggiungere della notte e, con il calare dell'oscurità, il silenzio avvolse ogni cosa.

Snap! Crac! Le orecchie di Thane colsero i rumori delle bestie che li seguivano e che i suoi occhi non riuscivano a distinguere.

— Corri, Esteron! Trova un luogo adatto a combattere; su questo stretto sentiero non c'è spazio nemmeno per sguainare la spada. Presto, corri!

Ma imperterrito Esteron mantenne il suo passo. Thane tastò nelle tasche in cerca dell'acciarino. «Accendi un cerchio di fuoco attorno a te e non uscirne» le parole di Tombel gli riecheggiavano nelle orecchie. Lontano come era dalla casa sicura dei suoi amici, il bosco attorno a lui sembrava tenebroso e pieno di insidie. Delle sagome scure comparvero improvvisamente ai lati del sentiero; occhi del colore dell'ambra catturavano i riflessi degli ultimi raggi di luce. Pellicce scure, sui toni del nero e del marrone oscuravano lo stretto sentiero. Sfoderata la spada, Thane sembrava esitare. Esteron e gli uccelli da Battaglia non davano segno di essere pronti a scappare o a combattere. Ad un certo punto la strada si allargò in un'ampia radura ricoperta di fitta erba. Le dita di Thane pizzicavano per la tensione, strette attorno all'elsa della spada, ciò nonostante egli rimase perfettamente immobile, con il fiato in gola. Ad un tratto gli tornò alla mente qualcosa che Tombel gli aveva detto una sera accanto al fuoco, nella Sala dei Trofei.

— I Corridori della Frontiera — li aveva chiamati Tombel. — Non mostrare mai di aver paura — gli aveva detto. Benché fosse in sella ad Esteron, qualcuno di quegli enormi cani arrivava a sfregargli con la schiena contro gli stivali. Più che aver paura Thane era in preda al panico: dovevano esserci almeno



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