L'Europa delle capitali: 1600-1700 by Giulio Carlo Argan

L'Europa delle capitali: 1600-1700 by Giulio Carlo Argan

autore:Giulio Carlo Argan [Argan, Giulio Carlo]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Art, History, General
ISBN: 9788884919069
Google: P8PRAAAACAAJ
editore: Skira
pubblicato: 2004-05-15T00:19:20+00:00


Rettorica e architettura

Commentari: Santa Croce (Lecce), Churriguera, La Compañía (Bogotá), Santa María del Rosario (Puebla)

La rettorica, come discorso persuasivo, non è necessariamente legata a un testo letterario né alla traducibilità in termini letterari del contesto figurativo. Esiste, dunque, una rettorica dell’architettura come esiste una rettorica della pittura o della scultura.

L’architettura del Seicento non rinnova radicalmente la morfologia e la tipologia classica: si limita per lo più a sviluppare, di ciascun tipo, le possibilità di varianti, che solo raramente incidono sul principio formale originario. È una architettura di colonne, pilastri, archi, fregi ecc., anche se cadono le leggi proporzionali e di simmetria che definivano il posto e il valore di questi elementi nell’unità della composizione. Anche in architettura il Manierismo aveva prodotto una frattura tra la forma plastica e il suo contenuto intellettivo: fissando la conformazione e la proporzione ideale di ciascuno degli elementi aveva dato loro un valore in sé, non relazionabile se non per iterazioni ritmiche, non riducibile a una precostituita struttura dello spazio e quindi valido soltanto come mera immagine. Sorge così una vera e propria iconologia architettonica, tanto più libera nelle sue determinazioni formali in quanto lo spazio non è più un’ipotesi geometrica o prospettica, ma la nuova struttura urbana.

All’origine ciascuno di quegli elementi era la forma plastica di una funzione statica; ora, anche per l’evoluzione della tecnica costruttiva, la funzione statica è indipendente dall’equilibrio dei valori plastici. Ma poiché quegli elementi conservano la configurazione che avevano come componenti di un sistema di forze e di una figura spaziale, rimangono simbolici di una funzione che non è più in atto: alla funzione reale subentra così la funzione simbolica e il simbolo, essendo comunque un segno d’intesa, non ha valore intellettivo ma pratico o di comunicazione. L’allegorismo architettonico andrà infatti sviluppandosi per tutto il secolo culminando, nel Settecento, nella chiesa di San Carlo a Vienna, studiata, sotto questo aspetto, dal Sedlmayr.

Le facciate, come s’è già detto, non sono più la sezione di una prospettiva né la superficie terminale di un blocco plastico: come fatto visivo appartengono piuttosto alla strada o alla piazza che all’edificio di cui fanno parte. Il Borromini arriverà fino a concepire facciate spostate rispetto all’asse della chiesa e prive di ogni relazione con l’interno. Inserita nella parete di una strada, la facciata della chiesa si eccepisce dagli edifici vicini e serve da richiamo: invita ad entrare. Solo per questo assume un accento spaziale e plastico più marcato delle facciate civili, e, in genere, suggerisce due movimenti: uno verso l’esterno, la strada, e uno verso l’interno. Il tipo è fissato dal Maderno in Santa Susanna (1603): un apparato decorativo intorno al tema-base della composizione, la porta. Le colonne suggeriscono un portico e un pronao, ma rientrati nella superficie: il vuoto della porta è magnificato dal timpano ricurvo e da quello triangolare del finto pronao, ed è ripreso, in alto, dal finestrone e poi, ancora, dal frontone terminale. Accanto a queste sporgenze schiacciate vi sono brevi rincassi che evocano vuoti prospettici inesistenti, nicchie con statue. Il piano



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