Memoriale del convento by José Saramago & Rita Desti

Memoriale del convento by José Saramago & Rita Desti

autore:José Saramago & Rita Desti [Saramago, José & Desti, Rita]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fiction, Historical
ISBN: 9788807722073
Google: bhRacnjgEJ8C
editore: Feltrinelli Editore
pubblicato: 2010-06-14T22:00:00+00:00


17.

Viviamo in tempi in cui qualsiasi monaca, come la cosa più naturale del mondo, può incontrare nel chiostro il Bambin Gesù o nel coro un angelo che suona l’arpa, e se è chiusa nella sua cella, dove, per il segreto, sono più corporali le manifestazioni, la tormentano i diavoli scuotendole il letto e così infiacchendole le membra, quelle superiori in modo da farle agitare i seni e quelle inferiori tanto che freme e traspira la fenditura che c’è nel corpo, finestra dell’inferno, se non porta del cielo, questa perché sta godendo, quella perché ha goduto, e a tutto ciò si può credere, ma Baltasar Mateus, il Sette-Soli, non può dire, io ho volato da Lisbona al Monte Junto, lo prenderebbero per pazzo, e sarebbe ancora una fortuna, per così poco non si preoccuperebbe il Santo Uffizio, son cose che da quelle parti non mancano, matti da legare in un paese in cui la pazzia è dilagata. Con i soldi del padre Bartolomeu Lourenço avevano vissuto Baltasar e Blimunda fino ad ora, aggiungendovi la verza e i fagioli dell’orto, un pezzo di carne quand’era stagione, sardine salate quando non arrivavano fresche, e quel che si spendeva o si mangiava era molto meno per sostenere il proprio corpo che per alimentare la crescita della macchina per volare, se allora realmente credevano che avrebbe volato.

La macchina ha volato, se lo si crede, e oggi il corpo sta reclamando il suo nutrimento, è per questo che i sogni salgono in alto, neppure il mestiere di carrettiere può fare Sette-Soli, i buoi sono stati venduti, il carro si è rotto, non fosse Dio così intelligente, i beni dei poveri sarebbero eterni. Con una coppia di buoi e un carro proprio, Baltasar potrebbe andare all’intendenza generale ad offrirsi per lavorare, e anche se monco lo accetterebbero. Così, dubiterebbero che egli sia capace, con una sola mano, di governare gli animali del re o dei nobili e altri privilegiati che, per entrare nelle grazie della corona glieli avevano prestati, Ma allora, che lavoro posso fare io, fratello, così domandò Baltasar ad Alvaro Diogo, suo cognato, la sera stessa in cui arrivarono, ora abitavano tutti nella casa paterna, avevano finito di cenare, ma prima hanno sentito dalla bocca di Ines Antonia, lui e Blimunda, il caso meraviglioso del passaggio dello Spirito Santo sopra Mafra. Che con questi occhi che la terra divorerà l’ho visto, cara Blimunda, e l’ha visto Alvaro Diogo che stava al lavoro, non è vero che l’hai visto, marito mio, Alvaro Diogo, soffiando su un tizzone del fuoco, rispose che si, che era passata una cosa sul cantiere, È stato lo Spirito Santo, insisteva Ines Antonia, l’hanno detto i frati a chi li ha voluti ascoltare, tant’è vero che è stato lo Spirito Santo che si è fatta la processione di ringraziamento, Sarà, si rassegnò il marito, e Baltasar, con gli occhi in Blimunda che sorrideva, Ci sono cose nel cielo che non sappiamo spiegare, e Blimunda, restituendo l’intenzione, Se noi le conoscessimo, le cose del cielo avrebbero altri nomi.



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