Morte d'Urban by J.F. Powers
autore:J.F. Powers [Powers, J.F.]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Fazi
pubblicato: 2023-08-04T16:35:12+00:00
9
Caro Billy
Lunga vita al parroco?
Malgrado la diocesi di Great Plains avesse disperato bisogno di personale, nessun ordine religioso, e di sicuro non quello dei clementini, poteva attendersi di entrare in unâorganizzazione solida e avviata come Santa Monica. Quelle brave e oneste persone6 che avevano ambito ardentemente a dirigere la parrocchia mentre Phil era ancora vivo si trovavano pur sempre lì, e di certo ora che era morto se ne erano aggiunte delle altre. Nondimeno, padre Urban si chiedeva con forza se in tutto questo non potesse esserci una possibilità , anche solo una possibilità esterna, per lâOrdine. E sempre, dopo quelle domande, era costretto a darsi una risposta negativa, ma comunque si ostinava a domandarselo. E perché mai?
Tanto per cominciare lo avevano scelto per fare un piccolo discorso al funerale di Phil. Se fosse stato un desiderio del vescovo (oppure soltanto di padre Udovic, che glielo aveva chiesto di persona) padre Urban non lo sapeva. In ogni caso era un compito non facile. Phil non era stato molto apprezzato dagli ecclesiastici e nemmeno dai laici. Rappresentava il genere del gentiluomo-prete, un articolo che i seminari non producevano più: adesso erano fortemente americanizzati e sfornavano poliziotti, disc jockey e ogni tanto un padre del deserto. Inoltre, le circostanze della morte di Phil (infarto mentre giocava a golf alle Bahamas) non erano affatto favorevoli, perché nel Minnesota quella era una giornata particolarmente fredda. Comunque al vescovo Phil andava a genio, e questo era tutto quel che giocava dalla parte di padre Urban quando iniziò a parlare. «Monsignor vescovo reverendissimo, ben reverendi e molto reverendi monsignori, reverendi padri, venerabili sorelle e amati membri della comunità laica». Pur sapendo che le simpatie più accese della parte più importante del suo uditorio si potevano conquistare senza sforzo, parlò più della morte in sé e per sé che della morte di un prete. Ma disse in effetti che non era esagerato affermare che padre Phil Smith, cercando di dare una risposta a ogni chiamata, aveva donato la vita al suo popolo, che si era messo in sintonia con la gente comune senza mai diventare âcomuneâ e che il suo desiderio terreno più grande era stato erigere una chiesa nuova a Santa Monica: per lâamore di Dio e del suo popolo. «E questo posso garantirvelo io stesso».
Appena quel mattino, disse, aveva ricevuto una cartolina da padre Smith (scritta prima di morire), una cartolina («GRAZIE ANCORA. STO PRENDENDO LA NAVE E IL TEMPO STRINGE. TUTTO QUI, PER ORA. PHIL») di cui ricordò solo le parole: «Tutto qui, per ora». Si soffermò sul significato di quelle quattro paroline, ma non come avrebbe fatto uno studioso di etimologie, dicendo che solo i grandi santi e i bambini piccoli potevano comprenderle davvero, poiché solo i grandi santi e i bambini piccoli vivevano ogni momento in tutto il suo valore. Quelle quattro paroline, se ben comprese, erano tutto ciò che ci serve sapere. Se ben comprese, ci avrebbero portati in salvo â proprio come il celebre «Ama e faâ ciò che vuoi» di santâAgostino â attraverso questo mondo, e anche nellâaltro.
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