RAY CUMMINGS by Stevenlob

RAY CUMMINGS by Stevenlob

autore:Stevenlob
La lingua: it
Format: mobi, epub
pubblicato: 2014-11-29T11:18:28+00:00


Attraverso la quarta dimensione

«Questa è Tolla,» disse tranquillamente Tako. «Si prenderà cura di te, Jane, durante il viaggio.»

Nella fioca luce verde che avvolgeva l'accampamento, stava davanti a noi la ragazza della Quarta Dimensione. Aveva salutato quietamente Tako nella loro lingua; ma mentre lo guardava in faccia, mi parve che la sua an-sia si trasformasse in gioia nel vederlo tornare sano e salvo. Era minuta: non più alta di Jane, e probabilmente non più vecchia di lei. La sua figuret-ta snella spiccava negli indumenti bianchi, simili a quelli portati dagli uomini. Vista da lontano, sarebbe sembrata un ragazzo terrestre, ma i suoi capelli argentei erano avvolti in una specie di torre conica alla sommità del capo, e portava ornamenti ricchi di nappe alle gambe e alle braccia.

Il visetto ovale, illuminato dalla gioia di rivedere Tako, era molto bello e delicato. Gli occhi erano celesti, le labbra rosse. Tuttavia era un volto strano, secondo i criteri terrestri. Gli occhi avevano un taglio quasi orientale, il naso era aquilino, le sopracciglia erano sottili e nivee, sovrastate da una linea nera, che evidentemente aveva una funzione cosmetica.

Era una strana, piccola creatura. Era l'unica donna di quel mondo che avremmo incontrato: accanto a Jane sembrava così diversa, eppure, come avremmo scoperto, da un punto di vista umano le era molto simile. Il suo sguardo tranquillo sfiorò appena me e Don, ma quando si fissò su Jane, divenne imperscrutabile.

«Viaggeremo insieme,» annunciò Tako. «Tu provvederai alle sue como-dità, Tolla.»

«Farò del mio meglio,» disse la ragazza. Aveva una voce morbida, cu-riosamente limpida. «Devo condurla al nostro trasporto?»

«Sì.»

Provai una fitta al cuore, quando vidi Jane allontanarsi insieme a lei: Don mi lanciò un'occhiata interrogativa, ma tutti e due ritenemmo più opportuno non fare obiezioni.

«Venite,» disse Tako. «Restatemi vicini. Fra poco raggiungeremo il trasporto.»

Nella conca c'era un'area di almeno mezzo miglio quadrato, dove stavano accampati almeno cinquemila uomini. Era buio, sebbene le ombre mu-tevoli e la fioca luce verde si mescolassero alla vaga fosforescenza delle rocce. Quando arrivammo, il campo era una caos di voci e di attività. Evidentemente era un accampamento temporaneo - forse un centro di mobilitazione - ed echeggiava dei preparativi per le partenza. Le tende, se mai c'erano state, erano state già smontate e portate via. Tako ci condusse in mezzo a gruppi di uomini occupati a montare e a trasportare vari ordigni bellici verso una fila lontana di oggetti allungati, nei quali stavano entrando via via gli uomini.

«I trasporti,» disse Tako. Salutò molti amici, fermandosi brevemente per parlare con loro, poi ci condusse oltre. Tutti quegli uomini erano vestiti co-me lui, ma non ne vidi nessuno che fosse altrettanto alto o che avesse il suo aspetto maestoso. Tutti guardavano me e Don con aria ostile, e un paio di volte alcuni si raccolsero intorno a noi con fare minaccioso. Ma Tako li allontanò a gesti. Con un brivido, pensai a Jane che attraversava quell'accampamento. Ma avevamo visto Tolla e Jane avviarsi, e Tolla non aveva permesso a nessuno di avvicinarsi.

«Tieni gli occhi aperti,» mormorò Don. «Cerca di scoprire tutto quello che puoi.



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