Segreti di famiglia 12 by Gianna Baltaro

Segreti di famiglia 12 by Gianna Baltaro

autore:Gianna Baltaro [Baltaro, Gianna]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2014-01-04T14:54:21+00:00


Martini aveva notato che Delange aveva guardato l'ora alcune volte, manifestando una certa impazienza.

- Se per il momento non ha più nulla da dirmi, - chiese, infatti, - vorrei rinviare il proseguimento di questo colloquio. Fra cinque minuti ho un appuntamento e non vorrei che la persona che sta aspettando...

Martini si alzò prontamente in piedi.

- Per ora la ringrazio per il tempo che gentilmente mi ha concesso, - disse compitamente. - Se avrò ancora bisogno di lei, so dove trovarla.

Trovandosi in zona, Martini approfittò per andare a fare una visita anche alla moglie di Delange.

Uscì dal portone di via Rossini, svoltò in via Verdi e percorse le poche decine di metri che lo separavano dal deposito di coloniali dei Delange.

L'ingresso al locale si apriva verso un grande cortile, ben tenuto, con un albero in centro che cominciava ad ingiallire.

Sul fondo, un'insegna in ferro battuto recava la scritta a grandi caratteri dorati Coloniali. E sotto, in piccolo, Società di importazione delange.

Una porta a vetri a un solo battente indicava "Avanti".

Martini si guardò attorno. Notò, a pianterreno, un certo numero di finestre, riportanti la scritta: coloniali. Constatò che doveva trattarsi di un deposito piuttosto ampio.

Per accedere alla porta bisognava salire due gradini di pietra e, con il suono dei suoi passi, il commissario disturbò il sonno di un micetto grigio che, al suo avvicinarsi, rizzò la testa, accettò con grazia la carezza elargita dal visitatore e se ne andò.

Martini abbassò la maniglia della porta e mise in azione una campanella che tintinnò a lungo. Entrò e venne subito avvolto dal profumo speziato che caratterizza le drogherie.

L'ambiente era in penombra, attrezzato con lunghi scaffali che contenevano scatoloni, scatole in latta, recipienti in vetro...

- Venga avanti, - invitò una voce e Martini procedette lungo il corridoio dal quale era giunta.

Un uomo molto alto, magro, che indossava un grembiule grigio, gli si fece incontro, salutando.

Quando fu alla sua altezza, fissò il cliente con curiosità.

- Lei, non... - esordì con gentilezza. - E la prima volta che viene da noi?

Martini sorrise.

- Infatti, non sono mai stato qui. Non sono del ramo, però... - disse con l'aria di scusarsi.

- Allora, forse è meglio che parli con la padrona, - propose l'uomo, - vado a vedere se è libera -. Si avviò verso un altro corridoio e aggiunse: - Chi devo dire?

- Martini.

Dopo qualche minuto sentì l'uomo parlottare, quindi un ticchettio di tacchi e comparve la signora Delange.

L'accoglienza fu calorosa. Effettivamente nel poco tempo trascorso in Villa, Martini aveva apprezzato la compagnia della signora. Una donna simpatica che ricambiava la sua simpatia.

- E proprio lei, - esclamò la donna, - pensavo che... -. Fece un cenno verso l'uomo alto: - Pensavo che Enrico non avesse capito bene il nome. Prego, si accomodi.

Camminando velocemente, la donna guidò il visitatore in una stanza che doveva essere il suo ufficio. Un locale non molto grande, con una finestra che si affacciava sul cortile e, sul davanzale, una pianta di gerani rossi.

L'arredamento: scrivania, scaffali pieni di dossiers di vari colori, qualche sedia e due o tre sgabelli in legno, il telefono a muro collocato sopra una mensola.



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