Sex by Luca Beatrice

Sex by Luca Beatrice

autore:Luca Beatrice
La lingua: ita
Format: epub
editore: Rizzoli


Camere chiuse

Fedele strumento per capire e interpretare i segni del tempo, anche la fotografia di moda insegue questo neo minimalismo da cameretta senza per questo rinunciare al glamour e alla sensualità di ambienti e di scenari esclusivi. Dopo la «rivoluzione» di Helmut Newton, primo fotografo sexy a trovare aperte le porte del museo, si moltiplicano gli esempi di ottimi specialisti del settore, che dalle riviste e dalle pubblicità entrano nel sistema dell’arte dall’ingresso principale.

Ciò che segna, nella contiguità, la differenza tra un semplice scatto di moda – realizzato su commissione per invogliare l’acquisto di un oggetto desiderabile almeno quanto un giovane corpo – e una foto d’arte sta nel fatto che quest’ultima (come già avveniva in Newton) si libera dalle regole commerciali, spia dietro le quinte e mette in scena l’irrappresentabile. Così, senza vincoli di alcun genere, l’erotismo esplode. Maestra della provocazione patinata è la francese Bettina Rheims, che si spinge persino più in là del suo mentore, puntando tutto sull’esibizionismo femminile. Il suo ciclo più famoso si intitola Chambre Close, del 1992, in collaborazione con lo scrittore Serge Bramly che redige i testi di accompagnamento alle immagini. Riscoprendo raffinate citazioni classiche – le donne alla toilette di Rubens, Ingres, Degas, le pose lussuriose care a entrambi i fratelli Klossowski, l’erotismo torbido dei preraffaelliti e quello esplicito dell’Origine – torna a una bellezza sensuale e pericolosa, riscoprendo quel sentimento voyeuristico che l’arte dei primi anni Novanta ha sedato. Se molto simili sono gli ambienti – la stanza chiusa dell’hotel, spesso di lusso ma capita anche che sia una più modesta pensione – ben differenti sono le intenzioni: spogliare donne bellissime contando sulla loro complicità e sul mito che alcune di loro stanno guadagnando presso i media. Bettina «gioca» con le celebrities di fine secolo, da Madonna a Monica Bellucci, da Claudia Schiffer a Eva Herzigova; alcune sono disposte a rinunciare al personaggio forte per offrirsi sole e disperate nella serie Pourquoi m’as-tu abandonnée? (1996), come oggetti sessuali usati e poi buttati via, che include il ritratto dell’ex pornostar Traci Lords, mentre la Schiffer in ciabatte e senza trucco in uno squallido bagno della stazione è addirittura irriconoscibile.

La vagina riconquista il centro della scena nella fotografia di fine Novecento che ha ormai preso il posto della pittura di Courbet in quanto a realismo della rappresentazione. Svariate modelle famose si prestano accettando situazioni ben più scomode della norma, ma i lavori più forti sono quelli in cui la Rheims immortala ragazze poco note, di una bellezza naturale e aggressiva. Dopo Chambre Close, la carica provocatoria dei suoi lavori non si placa: I.N.R.I. (1998), sempre in collaborazione con Serge Bramly, è la rivisitazione contemporanea, scandalosa ai limiti del kitsch, dei Vangeli, che non manca di suscitare polemiche nelle comunità cristiane. In X’ Mas (2000) ritrae 55 giovani modelle nude o seminude, lasciando trapelare una leggera ironia, come se sul set, tra donne, si ridesse molto tra uno scatto e l’altro. Altre foto virano decisamente verso il porno lesbo (Morceaux Choisis, 2001), che a



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