Teoria della contraddizione by Alan Badiou

Teoria della contraddizione by Alan Badiou

autore:Alan Badiou [Badiou, Alan]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Mimesis Edizioni
pubblicato: 2022-07-25T00:00:00+00:00


La dialettica qui messa all’opera non è la posizione accademica altezzosa: riforma o rivoluzione. Si tratta piuttosto della scissione: pratica/ideologia, particolare/universale. Il “successo di principio” è la concentrazione pratica, attraverso l’affermazione vittoriosa della resistenza operaia, del suo nocciolo ideologico di classe: “l’economia politica della classe operaia”, la concezione del mondo proletaria. Una tale vittoria funziona nello spazio ideologico non più soltanto come una resistenza (negativa), ma come una limitazione affermativa della dominazione borghese. È sulla base di quest’esperienza ideologica decisiva che i compiti nuovi del proletariato si chiariscono nel loro contenuto e nella loro durata: la conquista del potere politico e, a tal fine, la necessità di “ricostituire il partito della classe operaia”13. L’ideologia proletaria è quindi ciò che avanza progressivamente nel dispiegamento pratico della resistenza alla dominazione. È nei confronti di questo progresso che l’ideologia borghese, che non ha altra esistenza se non ritardandola o combattendola, sviluppa a sua volta le forme storiche successive. Il motore del processo della lotta ideologica, processo che è l’essenza dell’ideologia stessa, è dunque proprio la lotta di classe nel senso preciso che l’agente universale delle trasformazioni è la rivolta rivoluzionaria delle masse. È la rivolta delle masse che costituisce la base pratica della resistenza ideologica, e dunque la base pratica delle trasformazioni dell’ideologia dominante stessa, il cui essere si determina storicamente come resistenza alla resistenza. Da questo punto di vista, il principio secondo cui “sono le masse che fanno la storia” si estende alla storia dell’ideologia, compresa l’ideologia dominante. Ciò da cui bisogna partire è, ancora una volta: “Là dove c’è oppressione c’è rivolta”.

La resistenza ideologica non è mai altro che l’insieme delle rappresentazioni di cui la rivolta ha bisogno per unificare se stessa, per fissare i propri obiettivi, raccogliere le proprie energie nella legittimità frammentaria di una nuova concezione del mondo. Evidentemente, la resistenza stessa si dispiega nell’elemento della dominazione, è costantemente divisa. Da un lato, sistematizzazione della rivolta, essa entra in contraddizione aperta con le idee dominanti; dall’altro, subendo ancora a livello d’insieme questa dominazione, essa ne è necessariamente segnata. Nel suo proprio seno si affrontano le idee nuove e le idee vecchie, il vero e il falso. Lo sviluppo di questo processo produce dunque simultaneamente un rafforzamento della contraddizione antagonista nello spazio dell’ideologia e un dibattito interno non antagonista. La lotta ideologica è per eccellenza il luogo di articolazione della contraddizione antagonista sulle contraddizioni in seno al popolo. Da cui deriva che la produzione ideologica delle masse in rivolta è essa stessa un processo contraddittorio, di cui è importante cogliere e legare gli elementi.



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