The help by Kathryn Stockett

The help by Kathryn Stockett

autore:Kathryn Stockett [Stockett, Kathryn]
La lingua: ita
Format: epub, azw3, mobi
ISBN: 9788852022197
editore: Mondadori


18

Il lunedì mattina, mentre vado al lavoro in macchina, provo e riprovo quello che devo dire. “Lo so che ho esagerato...” Entro in cucina. “E so che non avevo nessun diritto...” Poso la borsa sulla sedia. “... e... e...” Questa è la parte più difficile. “Le chiedo scusa.”

Mi faccio forza quando sento i passi di Miss Celia per casa. Non so cosa aspettarmi: chissà se è arrabbiata, soltanto fredda, oppure non farà altro che rilicenziarmi. So solo che devo essere io a parlare per prima.

«’Giorno» fa lei. È ancora in camicia da notte, non si è neppure pettinata e tanto meno spalmata in faccia il suo solito strato di porcheria.

«Miss Celia... io devo... parlarle...»

Lei fa un lamento e si posa la mano piatta sulla pancia.

«Si... si sente male?»

«Sì.» Mette su un piatto un cracker e un po’ di prosciutto, poi toglie il prosciutto.

«Miss Celia, voglio dirle...»

Lei esce mentre sto ancora parlando. Capisco di essere nei guai.

Comincio a sbrigare le solite faccende. Forse sono matta a fare come se il lavoro fosse ancora mio. Magari non mi paga nemmeno per oggi. Dopo pranzo, accendo la tivù per guardare “Come gira il mondo”, la trasmissione di Miss Christine, mentre stiro. Di solito Miss Celia la segue con me, ma non oggi. Quando finisce il programma, la aspetto un po’ in cucina, ma lei non si fa vedere neppure per la lezione. La porta della camera da letto resta chiusa, e alle due non mi rimane altro da fare che pulire proprio quella. Sono terrorizzata, come se avessi una padella di olio bollente nello stomaco. Peccato non essere riuscita a parlare stamattina, quando avevo l’occasione.

Alla fine attraverso la casa e mi fermo davanti alla porta chiusa. Busso, ma nessuno risponde. Decido di rischiare ed entro.

Il letto è vuoto. Ora è con la porta chiusa del bagno che mi tocca vedermela.

«Comincio a fare la camera» grido. Nessuna risposta, però lo so che lei è lì dentro. La sento dietro quella porta. Sto sudando. Voglio parlarle e chiudere la questione.

Faccio il giro della stanza con il sacco della biancheria, e ci infilo dentro un weekend intero di panni sporchi. Dal bagno non arriva nessun rumore. Lo so che ci dev’essere un casino pazzesco lì dentro. Tiro bene le lenzuola del letto e intanto tendo le orecchie per sentire se c’è qualche movimento. Il cuscino a cilindro giallo chiaro è la cosa più brutta che ho mai visto, stretto ai lati come un enorme salsicciotto. Lo sbatto sul materasso, poi liscio la coperta.

Spolvero il comodino di Miss Celia, faccio una pila con le riviste e anche il libro sul bridge arrivato per posta. Poi metto in ordine i libri sul comodino di Mister Johnny. Legge molto, lui. Prendo Il buio oltre la siepe e lo volto.

«To’, guarda qui.» Un libro che parla di gente di colore. Chissà, magari un giorno vedrò su un comodino il libro di Miss Skeeter. Non con il mio nome vero, però: poco ma sicuro.

A un certo punto sento un rumore, come di qualcosa che frega contro la porta del bagno.



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