Una donna e altri animali by Una donna e altri animali (2020)

Una donna e altri animali by Una donna e altri animali (2020)

autore:Una donna e altri animali (2020)
La lingua: ita
Format: azw3, epub
pubblicato: 2020-06-10T22:00:00+00:00


9.

È domenica e piove. Odio la domenica e odio la pioggia. Vile terra d'un'acqua! I figli sono andati al lago come ogni weekend, dovevamo andarci anche noi, ma a parte il mio lavoro arretrato, siamo stati scoraggiati dal maltempo. Solo che a lui piace pensare che sia colpa della mia criminale mancanza di organizzazione. Anche la pioggia, apparentemente, dipende da un mio difetto di organizzazione.

Fatto è che nei giorni feriali il mio compagno esce e rientra in continuazione, compra giornali, compra sigarette, compra cibarie, compra roba per me che non mi serve e io devo dire oh che bello, oh come mi serve, poi riesce, ricompra e via così. Ma di domenica non sa dove andare; con questo tempo poi.

Gli uccelli piccoli tacciono. Il Merlo, seduto su Molière, caccia ogni tanto acuti fischi di protesta e non parla se non per dire insolenze. I due cani e i quattro gatti (i figli ci hanno lasciato in pensione i loro tre) stanno seduti in fila dietro la portafinestra che dà sul terrazzo e grattano per farsi aprire. Io smetto di scrivere, mi alzo, apro e li faccio uscire pensando a impellenti bisogni fisiologici, invece loro escono solo per razzolare insensatamente nelle pozzanghere e rientrare subito ad asciugarsi sui cosiddetti tappeti, le tende, i letti, me. Poi grattano di nuovo alla porta, io macchinalmente mi rialzo, riapro, li rifaccio uscire e via tutto da capo, con evidente vantaggio del mio lavoro.

«Piantala di far uscire quelle maledette bestie!» grida il compagno della mia vita. «Guarda come hanno conciato la casa! Guarda come hanno conciato te!»

«Povere bestie,» dico «chiuse qua dentro tutto il giorno.»

«Perché io invece? E intanto quelli là saranno su in cinquemila! Faranno un casino bestiale, al solito! Insozzeranno la cucina! Intaseranno il cesso! Pesteranno l'erba! Lasceranno montagne di cicche e di bottiglie vuote! E tu li proteggi! E già! Te ne frega una madonna, a te! Tanto poi quello che pensa a sistemare tutto sono io! Tu sei l'artista!»

Artista a me. Taci, mi dico. Non ascoltare, manda giù. Ma non è facile non ascoltare quando si è in due in una casa piccolissima e uno dei due grida con tutti i suoi polmoni, che nonostante le ottanta sigarette al giorno ha molto robusti. Non è facile neanche mandar giù. Lo so che in cinque minuti gli passa. A lui. Non a me.

Di colpo, registrando il mio silenzio, si interrompe e chiede: «Be', cos'hai adesso?».

Io zitta.

«Sei diventata di sale?» adesso il tono è discorsivo.

Tengo duro.

«Ti si son rotte le corde vocali?»

«No» mollo. «Mi si son rotte le scatole.»

«Ah, a te si son rotte le scatole! Sapessi a me! Sono anni, decenni che mi si sono rotte! Guarda le feste che mi tocca passare, per colpa tua.»

Questo lo sa perfino il Merlo: polpa tua, è una delle sue frasi predilette.

«Ma che feste!» dico. «Sei in pensione, per te è sempre festa.»

«Ah-ha, che bella festa. Chiuso qua dentro con te» il pronome ha un suono oltraggioso.

«E chi ti ci obbliga? Vai dove ti pare!



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.