Your name (Kimi no na wa) by Makoto Shinkai

Your name (Kimi no na wa) by Makoto Shinkai

autore:Makoto Shinkai [Shinkai, Makoto]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fiction, General
ISBN: 9788868839796
Google: SqNIMQAACAAJ
editore: Edizioni BD
pubblicato: 2017-11-15T09:41:14+00:00


«Mi spiace che siamo riusciti a trovare solo una stanza.»

«Di sotto Tsukasa mi ha detto la stessa cosa.»

Detto questo, la senpai si mette a sorridere divertita. Siamo seduti uno di fronte all’altra ai due lati di un tavolinetto di fianco alla finestra.

«Per me non è assolutamente un problema. Stasera è venuto per puro caso un gruppo di persone e non ci sono stanze libere. Il gestore della locanda diceva che si trattava di un incontro del sindacato dei professori.»

La senpai aggiunge felice che le ha offerto delle pere quando era in salotto, dopo che si era fatta il bagno. A chiunque viene voglia di offrire qualcosa a questa persona. L’odore dello shampoo della locanda mi giunge come un profumo speciale di un lontano paese straniero.

«Ooh. La città di Itomori era anche un’area di produzione di corde di kumihimo. Che belle,» mormora sfogliando un libro di documenti locali sulla città di Itomori. È uno dei volumi che ho preso in prestito dalla biblioteca.

«Mia madre ogni tanto indossa il kimono, quindi ne abbiamo qualcuna in casa anche noi… Ah, ehi…»

Fermo la mano con cui tengo la tazza da tè. Lei mi sta fissando il polso destro.

«Anche quel coso che hai al polso è fatto forse con il kumihimo?»

«Aah, questo…»

Poso la tazza sul tavolo e guardo anch’io il mio polso. Il mio solito portafortuna. Ho un cordoncino di un arancione vivido, più spesso di un semplice filo, attorno al polso.

… eh?

Questo, se non ricordo male…

«Se non ricordo male, me l’ha dato qualcuno, tanto tempo fa… Ogni tanto me lo metto, come una specie di portafortuna…»

Sento nuovamente pulsare la mia testa.

«Chi è stato?» mormoro. Non riesco a ricordarlo.

Ma seguendo questa corda arriverò da qualche parte. Ho questa impressione.

«Ehi, Taki.»

Rialzo il viso all’udire una voce gentile e vedo il volto preoccupato della senpai. «Perché non vai a farti un bagno anche tu?»

«Un bagno… sì…»

Eppure distolgo subito lo sguardo da lei. Guardo nuovamente la corda di kumihimo. Sento che se mollassi la presa adesso non raggiungerei mai la mia meta, e cerco disperatamente nei miei ricordi. Ora che ci faccio caso, la festa è finita. Il suono degli insetti autunnali permea la stanza.

«… una volta una persona che faceva kumihimo mi ha detto una cosa.»

Di chi era quella voce? Era gentile, roca e calma. Sembrava provenire da un’antica leggenda.

«La corda rappresenta lo stesso scorrere del tempo. I fili si torcono e si intrecciano, a volte si sciolgono e si uniscono di nuovo. Questo è il tempo. Questo è…»

La montagna autunnale. Il suono del ruscello. L’odore dell’acqua. Il sapore del dolce infuso d’orzo.

«Questo è… Musubi…»

In testa mi compare un paesaggio per riflesso condizionato.

Il simbolo sacro sulla montagna. Quel sake offerto lì.

«… forse in quel posto…!»

Tiro fuori una cartina da sotto la pila di libri e la dispiego. Una cartina della città di Itomori di tre anni fa, che prendeva polvere in un negozio. La topografia di quando il lago era ancora uno. Quel posto in cui abbiamo offerto il sake doveva trovarsi molto al di fuori dell’area danneggiata dal meteorite.



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