Un altro che ti scrive by Cristiano Poletti

Un altro che ti scrive by Cristiano Poletti

autore:Cristiano Poletti [Poletti, Cristiano]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Marcos y Marcos
pubblicato: 2024-04-15T22:00:00+00:00


Verso una luce

Ecco il follo, la sua acqua. Forse finirà

nel rimpianto questo sottolavoro,

chiuderanno gli opifici, i sacchi di juta.

Così non resta che tornare

al tema della luce, il tema dell’inizio.

DALLE SEFIROT

Esaminiamo lo spirituale, il permanente. Per avere indietro il gelo e il resto del perduto siamo pronti anche a questo. Al nostro valore nel frattempo si sono mescolate le nostre colpe, la peggiore è non esserci capiti. Si avanza soli in questo modo mentre la fede è un coro: se te ne scordi è l’infelicità, te lo dicono voci misteriose.

Vedi i figli negli anni, interminabili tempo e materia. Mantieni il sorriso per ogni occasione, tutte le volte. In un libro capisci che si è pronti a rimanere con poco e la casa è un girarci intorno e tu sei lì. Se cammini uscendo è per tornare. L’hai amata tanto e anche adesso che torni nell’odio la casa è aperta: c’è una tazzina sbeccata, piante senz’acqua. Come si chiama? Poletti. Guardi, le assicuro che non abita qui. Se vuole tocchi pure la solitudine del letto e vedrà che è vero, sembra un muro disabitato. C’è altro: la poltrona di là aspetta un tesoro, il fantasma di una vita. Poi il ritratto del padre, il suo invito. Come sempre vorresti capire e tenere tutto insieme ma il pensiero non può. Dicono: salvarsi. Tu per salvarti abbracci una linea insanguinata: è nel passaggio tra terra e cielo, sei vicino ma non vuoi, tremi di gioia e lasci. Ogni volta arretri, ogni giorno di più. Per distrarti guardi allora stracci di luce, rifrazioni, come se significassero. Con terrore, sei nudo. Vivi un po’ nel testo di una canzone e se ti vesti è per uccidere. Aspetti cinque minuti, aspetta una goccia il mattino. Cerchi di nuovo con gli occhi, all’ultimo, un drago tra le nuvole e cerchi il testamento. Salvarti, non ti vuoi e vuoi riuscirci.

Conta la storia e tu conti i giorni, vedi l’albero, il legno poi acqua e siccità, il verde e il nero. Si apre un’altra via, un sentiero.

Nella mistica ebraica appaiono luci increate, le Sefirot, emanazioni di una luce primaria proveniente dal nulla e senza fine. Una radice comune, SFR, le lega ai termini ‘libro’ (sefer), ‘computo’ (sefar) e ‘storia’ (sipur).



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