I Fuochi Di Azeroth by Cherryh C.J

I Fuochi Di Azeroth by Cherryh C.J

autore:Cherryh C.J. [C.J., Cherryh]
Format: epub
pubblicato: 2010-01-24T22:00:00+00:00


Roh gli diede di gomito nel mezzo della notte. Allora Vanye aprì gli occhi e rimase sveglio mentre Roh chiudeva i suoi, com'erano rimasti d'accordo. Tutt'intorno a loro echeggiava il pesante respiro degli uomini, talvolta un lieve trepestio dei cavalli. Si sentì oppresso dalla stranezza di una tale combinazione di uomini e di scopi.

Al primo accenno dell'alba l'accampamento cominciò ad animarsi, le sentinelle presero a passare tra le forme avvolte nelle coperte tirando un calcio a questo o a quello... la grazia che riservavano ai loro non era maggiore di quella che impiegavano con gli estranei. A Vanye non piacque affatto quel modo di svegliare la gente, ma allungò la mano e scosse Roh, lasciando deluso l'hiua che stava avanzando nella loro direzione... Si rizzò a sedere e cominciò a infilarsi l'armatura. Già c'erano uomini che stavano sellando i cavalli, imprecando contro il buio e il gelo, poiché gli hiua andavano in giro senza armatura, salvo quelli che erano riusciti a predare qualcosa ai signori dei khal. Fwal aveva una maglia di scaglie sotto i suoi indumenti di tessuto shiua: Vanye ne aveva già preso nota per un'occasione non ancora venuta. S'infilò la maglia ad anelli, suscitando le proteste delle sue spalle coperte dalle croste delle ferite, e strinse le cinghie, s'infilò

la calotta di cuoio insieme all'elmo, per impedire che i capelli continuassero a ricadergli sugli occhi. E Roh aveva aggiunto un pugnale per la sua cintura, non una lama dell'Onore vera e propria, ma un coltello shiua.

— Hai portato il mio per tanto tempo, e con tanta fedeltà... — lo canzonò Roh dal buio, — che odiavo l'idea di dovertene privare. Vanye si fece fervidamente il segno della croce.

Roh lo imitò, poi scoppiò a ridere, il che lo privò prontamente d'ogni sensazione di conforto.

S'infilò l'arma ostile alla cintura e andò a cercare i cavalli, camminando in mezzo agli hiua, allo stesso modo in cui avrebbe dovuto cavalcare in mezzo a loro, dormire accanto a loro, e sopportarli per molti giorni ancora. Non si lasciarono sfuggire nessuna possibilità che si offrisse loro d'infastidirlo. Vanye chinò la testa e accettò gli insulti senza reagire, soffocando per la rabbia, ricordando a se stesso d'essere diventato troppo orgoglioso. Erano soltanto tentativi per aizzarlo, anche se sotto c'erano bramosie molto più perfide. Speravano di provocare la sua collera, il che avrebbe fatto ricadere su di lui l'ira di Roh... Causami dei guai aveva detto Roh mentre erano radunati, e ti darò a loro. Non aspettavano altro. Ma le loro provocazioni erano soltanto quelle che un ilin avrebbe dovuto sopportare in Andur-Kursh sotto un padrone severo. Il servizio reso a Morgaine era stato un'altra cosa, perfino all'inizio, per quanto fosse stato duro in altre maniere. D'un tratto ricordò il volto e la sua voce, e le delicatezze che gli aveva riservato, ma scacciò via subito quel ricordo, poiché non poteva permettersi di piangerla.

Lei non era morta. E lui non era legato per sempre a gente come quella, in un mondo dove lei non esisteva. Il suo senno continuava a crederlo.



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