Rivoluzionario per caso by Linus Torvalds & David Diamond

Rivoluzionario per caso by Linus Torvalds & David Diamond

autore:Linus Torvalds & David Diamond
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2011-03-09T05:00:00+00:00


II.

Siamo nel 1995. Ci sono sempre più versioni commerciali in circolazione e le società Linux sono al centro dell’attenzione. L’università mi ha promosso da assistente didattico ad assistente ricercatore, il che vuol dire più soldi e meno tempo passato a insegnare. Sto lentamente - molto lentamente - completando la mia tesi di laurea, che riguarda il problema di portare Linux su architetture differenti. Tove mi ha fatto scoprire lo squash e giochiamo una volta la settimana: siamo una bella coppia.

Ma ecco che sorge un problema. Si scopre che uno squalo di Boston ha registrato il marchio per la parola Linux. Non solo: ha mandato una e-mail al «Linux Journal» e ad altre società Linux chiedendo il 5 per cento delle loro entrate come «ringraziamento per poter usare il marchio.

Quando sentii questa cosa provai una specie di déjà vu. Il nome del tizio mi suonava familiare. Controllai l’archivio delle mie e-mail e scoprii che un annetto e mezzo prima mi aveva mandato un messaggio non richiesto in cui mi chiedeva innanzitutto se credevo in Dio e poi diceva di avere un’eccezionale proposta d’affari per me. Questo accadeva prima che lo spamming diventasse un’ossessione globale, erano gli anni innocenti prima che qualcuno pensasse di inquinare internet con offerte di trucchetti per diventare ricco in meno di una settimana. No, non avevo risposto a quel tizio, ma dato che era un tipo di cosa insolita per l’epoca, avevo salvato il messaggio.

Così avevamo per le mani una piccola crisi. Eravamo degli hacker. Nessuno aveva pensato a dare un’occhiata al registro dei trademark.

Il tizio non era uno scippatore di trademark professionista. Pare l’avesse fatto solo quella volta. I trademark sono divisi in varie categorie e lui aveva registrato il suo nella categoria informatica. Insieme alla richiesta di un trademark bisogna presentare delle prove, così lui aveva dato all’ufficio che se ne occupava un dischetto su cui sosteneva di avere un programma chiamato Linux.

Si scatenò un certo panico. Tutta la comunità Linux sapeva che avremmo contestato il trademark. Il problema era che non eravamo organizzati per gettarci nella battaglia. Non avevamo nemmeno abbastanza soldi per ingaggiare un avvocato. Nessuna delle società era propensa a metterci quella cifra, che era di 15.000 dollari. (Oggi spendono una cifra del genere soltanto per rifornire le macchinette delle bibite per i dipendenti.) Ma all’epoca erano un bel po’di soldi per una sola azienda. Così il «Linux Journal» decise insieme ad alcune aziende di mettere dei soldi in Linux International, che avrebbe combattuto per il trademark. Linux International era stato fondato in Australia da una persona di nome Patrick D’Cruze che si era trasferito negli Stati Uniti nel 1994 per contribuire alla promozione mondiale di Linux. L’anno della battaglia per il trademark fu quello in cui Maddog divenne direttore esecutivo. Tutti si fidavano di lui. Ed è ancora così.

Io ero in Finlandia a cercare di battere Tove a squash o Avuton a biliardo e non mi interessava farmi coinvolgere in questa cosa. Volevo solo che quell’incubo finisse com’era iniziato. La mia



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