Nascosti dal mondo by J.W. Kilhey

Nascosti dal mondo by J.W. Kilhey

autore:J.W. Kilhey [Kilhey, J.W.]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Triskell Edizioni
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


12

Mauthausen, Austria

1942

Eravamo allineati contro un muro, in un piazzale, e io ero scosso dai brividi. La notte stava calando e l’aria era fredda. Nessuno ci parlò e nessuno tra noi mormorò una singola parola. Anche se sembrava fossimo soli, era impossibile non sentirsi osservati.

Rimanemmo così per ore. L’oscurità ci avvolse, eppure restammo fuori, esposti agli elementi. Non mi azzardai a guardare nient’altro che non fosse lo spazio davanti a me. Mentre la paura cresceva, mi consumava. I miei arti tremavano, così come i muscoli del mio viso. Dovevamo essere di poco sopra lo zero. Alcuni uomini, alle due estremità della fila, caddero. Alcuni in ginocchio, altri di pancia, sul terreno. Riuscivo a sentire i loro respiri deboli e rochi. Li vidi con la coda dell’occhio. Seppure terrorizzato, fui sollevato che nessuno di quegli uomini che faticavano a sopravvivere a quella notte fosse il mio Peter.

Tutto cambiò in pochi secondi. Improvvisamente, ci trovammo circondati da uomini vestiti con uniformi a strisce. Non sapevo da dove fossero venuti, ma era ovvio che fossero prigionieri. Ci soffiarono del fumo in faccia mentre ci chiedevano cosa avessimo con noi.

Li sentii dire a un nuovo prigioniero alla mia destra come avrebbero potuto aiutarlo se avesse scambiato il suo orologio da taschino. Il modo in cui lo spiegavano rendeva il sistema semplice da capire. Davamo loro oggetti di valore e in cambio ci avrebbero o protetto o ricambiato con altro. Cibo. Sigarette. Vestiti migliori.

Io e Peter non avevamo niente da scambiare. La Gestapo ci aveva portato via tutto prima di mandarci via. Tutto ciò che avevo era il mio abito sporco e chiazzato di sangue, il che significava che ero inutile per quegli uomini che cercavano soldi e oro.

La sensazione di impotenza non durò molto. Gli uomini vestiti a righe iniziarono a guardare la fila in modo particolare dopo aver preso quanto potevano dai prigionieri. Tutto il mio corpo tremava, ma il tremore non era più per il tentativo di restare in vita. Era il risultato del terrore crescente e del panico.

Il modo in cui quegli uomini ci guardavano mi faceva pensare che forse dovevamo temere anche loro, e forse più delle SS con le loro pistole.

Mi tirarono da parte e mi accerchiarono. Anche se tenevo gli occhi fissi sulle mie scarpe, li sentivo leccarsi le labbra. Potevo sentire il loro respiro sul collo, nel mio orecchio, sulla mia guancia. Volevo Peter, ma non mi azzardavo a guardarlo.

«Questo sarà bravo,» sentii dire da qualcuno alle mie spalle.

«Non sopravvivrà a stanotte. Che peccato,» replicò qualcun altro.

Proprio dietro il mio orecchio sinistro, un uomo aggiunse: «Mi piacerebbe che fosse assegnato a me.»

«Questo ti costerà.»

Mi arrischiai a sollevare lo sguardo e vidi un prigioniero che indossava un triangolo verde. Era dietro gli altri, ma i suoi occhi azzurri non mi lasciarono mai.

Un attimo prima che crollassi permettendo alle lacrime di sgorgarmi dagli occhi, i prigionieri sparirono nella notte. Da soli, restammo sull’attenti fino alle prime luci del giorno. La guardia che ci aveva accolto arrivò con due boccali. Senza una parola, prese due uomini e gettò loro addosso il contenuto.



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